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Si è svolta sabato 18 aprile la presentazione ufficiale del progetto Koro, l’intervento di riqualificazione che restituirà nuova vita all’ex cava di argilla in località Sant’Anna, a Lucrezia di Cartoceto, rimasta inutilizzata per oltre dieci anni.

L’incontro pubblico, partecipato da cittadini, istituzioni e professionisti, ha rappresentato un momento di confronto e condivisione sulla trasformazione di un’area segnata dall’attività estrattiva in uno spazio aperto, sostenibile e fruibile dalla comunità.

Ad aprire il pomeriggio è stato il Talk “Dalla materia ferita alla rinascita del paesaggio”, che ha messo al centro la visione alla base del progetto e il valore del recupero dei materiali.
Matteo Antonelli, per Koro Srl, ha illustrato l’approccio che guida l’intervento, spiegando come la rigenerazione dell’area nasca dall’integrazione tra sostenibilità, innovazione ed economia circolare: “trasformare una ferita del territorio in un’opportunità di valore condiviso”.

A seguire, Giacomo Ticchi di Ecodemolizioni ha approfondito il tema del riuso, evidenziando “il valore nascosto della materia” e il ruolo strategico del recupero dei materiali esistenti per ridurre sprechi e impatto ambientale.

Il secondo momento, “Tra radici e comunità: il paesaggio vissuto”, ha riportato il focus sul territorio e sulle sue identità. Francesco Baldarelli, presidente del Consorzio Olio DOP Cartoceto, ha sottolineato come il progetto si inserisca in un contesto agricolo di grande valore, diventando potenzialmente una “cerniera” tra comunità, paesaggio e tradizione produttiva.

Particolarmente significativa la testimonianza di Ermanno Pompei, ex dipendente della fornace Sant’Anna e residente della zona, che ha condiviso un racconto diretto del luogo, fatto di memoria e quotidianità, restituendo il valore umano della trasformazione in atto.

Poi si è entrati nel vivo della progettazione con il talk “Disegnare il futuro: paesaggio, sostenibilità e nuove narrazioni”, che ha approfondito gli aspetti tecnici, ambientali e culturali dell’intervento.

Le progettiste Anna Artuso ed Elena Cossu dello Studio Arcoplan hanno presentato il masterplan, illustrando il concept generale della trasformazione, mentre Gabriele Filippini (Architettura & Paesaggio) ha spiegato la “matrice del paesaggio”, ovvero il sistema di relazioni che guiderà lo sviluppo dell’area.

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Dal mondo accademico, Fausto Pugnaloni e Marco Moroni dell’Università Politecnica delle Marche hanno offerto una lettura più ampia: il primo sul rapporto tra patrimonio e progetto territoriale, il secondo sulla sostenibilità come eredità culturale, legata anche alla tradizione mezzadrile.

Il tema ambientale è stato ulteriormente approfondito da Giancarlo Marchetti, consulente ambientale, che ha ribadito l’importanza del riuso e del recupero come leve centrali del progetto.

Grande interesse ha suscitato anche l’intervento finale dedicato alle tecnologie immersive: dopo la visione di un video, Pierfrancesco Jelmoni di Way Experience ha illustrato le potenzialità di realtà virtuale e mixed reality nella valorizzazione dei luoghi, aprendo a nuove modalità di racconto e fruizione del territorio.

Koro si configura così come un esempio concreto di rigenerazione territoriale: un progetto capace di trasformare un’area dismessa in uno spazio multifunzionale, aperto a studenti, ricercatori, scuole e cittadini, dove natura, innovazione e cultura si incontrano.

Dal mese di maggio inizieranno i lavori con la chiusura dell’ex cava, intervento che avrebbe gravato sulle tasche dei cittadini ma che invece sarà a carico dei privati, e la demolizione di gran parte dei capannoni abbandonati.

A chiudere l’evento, un momento conviviale con aperitivo curato dalla Pro Loco di Cartoceto e da Break 17, che ha favorito il dialogo tra i partecipanti, confermando l’interesse e l’attenzione della comunità verso un intervento destinato a generare benefici ambientali, sociali ed economici per tutto il territorio.

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