Il consigliere regionale Marta Ruggeri
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“I numeri non mentono: a differenza della narrazione ottimistica della Giunta regionale, che aveva risposto a una mia interrogazione scritta di febbraio scorso sulla Cassa Integrazione nelle Marche nel 2025 e sulla politica industriale in atto, elencando milioni di fondi europei e procedure burocratiche in corso, i dati diffusi dalla CGIL Marche sul primo trimestre 2026 confermano la crisi profonda in cui siamo nella nostra regione”. Così la capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione, Marta Ruggeri, commenta gli ultimi dati sull’andamento della Cassa Integrazione.

“Nel primo trimestre 2026 nelle Marche sono state autorizzate complessivamente 11,4 milioni di ore tra CIG, FIS e fondi di solidarietà, di cui ben 11,3 milioni di sola Cassa Integrazione. Parliamo di un aumento del 61% rispetto allo stesso periodo del 2025, con oltre 4,3 milioni di ore in più. In due anni la Cassa Integrazione è triplicata: un dato che non lascia spazio a interpretazioni”.

Particolarmente grave è il confronto con il resto del Paese: “Mentre nel Centro Italia le ore di CIG calano dell’11,3% e in Italia del 23,9%, le Marche vanno in direzione opposta. Arriviamo a rappresentare il 49,2% di tutte le ore di Cassa Integrazione del Centro Italia: un dato che non si registrava dal 2009”.

Ruggeri richiama anche le valutazioni del sindacato: “Come evidenziato dalla CGIL, non possiamo attribuire tutto al contesto internazionale o ai costi energetici. Nelle Marche c’è un problema strutturale del sistema manifatturiero e una perdita crescente del potere d’acquisto. Si tratta di un quadro che ci sta portando verso una fase recessiva”.

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Il cuore della crisi resta l’industria: “Con oltre 11,1 milioni di ore autorizzate e un incremento del 63,4%, è il comparto manifatturiero a pagare il prezzo più alto, in particolare nei settori della meccanica e del legno. Ma a preoccupare è anche l’estensione al terziario, con un aumento delle ore di cassa integrazione nel commercio. Non è più solo l’industria a soffrire: il disagio si sta allargando a tutto il tessuto economico regionale. Dietro questi numeri ci sono lavoratrici e lavoratori. Ogni persona in Cassa Integrazione perde mediamente circa 4.400 euro l’anno: una riduzione drastica del reddito che impoverisce le famiglie e deprime ulteriormente l’economia locale”.

“Gli strumenti messi in campo dalla Regione, come il Fondo ASSIST e il programma GOL, sono condivisibili ma insufficienti. Senza una reale domanda di lavoro rischiano di diventare un semplice parcheggio. I dati mostrano un mismatch crescente e il passaggio dalla formazione al lavoro resta un miraggio per troppi lavoratori. Anche la ZES Unica, presentata come soluzione, dalle Direzioni che hanno risposto alla mia interrogazione, può essere utile per attrarre nuovi investimenti, ma non risponde all’emergenza delle imprese che stanno chiudendo oggi. Servono misure mirate e selettive, non interventi a pioggia. È necessario un cambio di passo immediato: riconoscere la natura strutturale della crisi, mettere in campo un piano straordinario di politica industriale, sostenere concretamente i settori più colpiti, estendere gli interventi al terziario e aprire un confronto reale e continuo con le parti sociali. Le Marche non possono permettersi di sottovalutare questi segnali. Senza interventi incisivi, il rischio è una perdita permanente di posti di lavoro e un progressivo indebolimento del nostro sistema produttivo. È il momento della responsabilità e delle scelte coraggiose”.

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