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Sinistra per Urbino auspica che una rinnovata coalizione delle opposizioni – quelle rappresentate in consiglio e quelle escluse da una legge elettorale profondamente antidemocratica – vinca le prossime elezioni comunali e fermi il declino economico sociale culturale in cui la città sembra sprofondare. In questa prospettiva, dirimente sarà – come sempre – il programma, che auspichiamo essere più avanzato e più attento ai bisogni delle classi popolari e delle periferie di quello presentato all’ultima tornata.

Non conosciamo ancora, a questo proposito, le intenzioni del PD dopo l’elezione del nuovo segretario. Dalle cronache giornalistiche della sua relazione d’insediamento, tuttavia, emergono passaggi preoccupanti, come quello in cui – secondo il corrispondente locale – Ugolini “Sulle infrastrutture boccia la Fano Urbino che costa 457 milioni”.

Questa posizione, se sarà confermata, costituisce una clamorosa marcia indietro rispetto alle precedenti dichiarazioni del Pd urbinate, che si era detto favorevole al ripristino, e rappresenta certamente un grave arretramento rispetto al programma elettorale condiviso presentato dalla coalizione che sosteneva Scaramucci alle ultime elezioni amministrative. Un cambiamento repentino, che sembra più interessato ad allinearsi al Pd pesarese e a quello di Fano – da sempre contrari al ripristino della tratta e favorevoli alla ciclovia sponsorizzata dall’onorevole Ricci – che di perseguire gli interessi di Urbino e rompere l’isolamento viario aggravatosi dopo il blitz del ministro Signorile, durante il secondo governo Craxi, del 31 gennaio 1987. Eppure, il ripristino della ferrovia, ripensata nella forma di una metropolitana leggera di superficie, era stato inserito da De Carlo nel Piano Regolatore del 1994 tutt’ora in vigore e approvato e sostenuto da una giunta e da una maggioranza politica all’epoca a guida Pds, e cioè in sostanza dagli stessi dirigenti, ora solo un po’ più attempati, del Pd di oggi…

Sinistra per Urbino ritiene il ripristino della ferrovia come un’opera imprescindibile per rompere l’isolamento viario della città con un mezzo di locomozione moderno, che salvaguardi l’ambiente e la sicurezza.

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Siamo favorevoli, in questo senso, al circuito proposto dal sindaco Ucchielli; ma lo immaginiamo integrato al ripristino della ferrovia Fano-Urbino come tratta orientale del tracciato della metropolitana di superficie. Per attuare l’idea di Ucchielli, infatti, ci vorrebbero diversi lustri tra progettazione, approvazione, espropri, inevitabili cause giudiziarie, revisioni del tracciato (Fano-Grosseto docet). Il tracciato della Fano Urbino invece esiste già, così come il piano di fattibilità; si dovranno eventualmente studiare soltanto i correttivi resi necessari dagli insediamenti privati concessi nel corso dei decenni da sconsiderate amministrazioni locali (pensiamo, per dirne soltanto una, a cosa è accaduto alla Stazione di Urbino con l’allargamento della Benelli Armi; ma non meno allegra è stata la gestione del sedime da parte dei Comuni lungo tutta la tratta). Una volta ripristinata la Urbino-Fano, la si potrà collegare al circuito Fano – Pesaro – Valle Foglia – Urbino, cosa della quale saremmo tutti contenti. Si parta però intanto da quello che c’è già e saremo a metà dell’opera. Non vorremmo invece che la prospettiva di una mega-opera fosse l’arma di distrazione per sabotare e far naufragare il progetto – più modesto ma più realistico e fattibile in tempi brevi – della Urbino–Fano.

Se c’è la volontà politica, la ferrovia può rivedere la luce in tempi brevi, dal momento che lo studio di fattibilità recentemente reso pubblico ne ha confermato la sostenibilità economica. A questo proposito, secondo le cronache locali Ugolini sembrerebbe scandalizzarsi per la spesa prevista di 400 milioni. I benefici per Urbino, l’entroterra e i centri della Valle del Metauro sarebbero però ben più consistenti della spesa. 400 milioni per 50 Km, del resto, sono inferiori ai quasi 600 milioni spesi per il raddoppio della linea Genga–S Quirico di 8,9 Km. In quel caso si è valutato che la spesa fosse necessaria per collegamenti viari fondamentali e che i benefici valessero bene la spesa: perché dovrebbe essere diverso per Urbino?

Se vogliamo rimettere in piedi una coalizione elettorale efficace, dovremo farlo da qui al prossimo anno. È bene allora che tutti dicano presto cosa davvero pensano, in modo da conoscere quali sono le posizioni in campo. Sinistra per Urbino ritiene che la rinuncia al ripristino della ferrovia sarebbe esiziale per la sopravvivenza e il futuro di Urbino.

Sinistra per Urbino

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