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di Gabriele Fraternali

Una carta dell’Italia centrale riportata in un atlante francese. Sono evidenziate le linee ferroviarie come quella adriatica di recente costruzione nel tratto Ancona Pescara ed i collegamenti marittimi passeggeri con il nord Italia e con l’Austria. Alcune città hanno nomi italiani altre sono francesizzate: Urbin (Urbino), Florence (Firenze), Sienne (Siena), Perouse (Perugia), Ravenne (Ravenna). Alcune località hanno nomi arcaici; Salodecchio (Saludecio), M. Barocio (Mombaroccio), Cingolo (Cingoli). La classificazione gerarchica delle città utilizza la simbologia del cerchio con centro per luoghi più popolati e importanti e del cerchio senza centro. Nelle Marche i centri più importanti sono: Urbino, Ancona, Loreto, Macerata e Fermo, Ascoli Piceno e fuori da questa carta e non sappiamo come fosse classificata. Citta come Pesaro e Fano sono gerarchicamente inferiori ad Urbino come anche Rimini. Alcuni borghi sono dislocati geograficamente, vedi San Costanzo posto sulla costa e San Lorenzo in Campo sulla destra idrografica invece che sulla sinistra. La ferrovia adriatica segue un percorso approssimato e fu inaugurata nel tratto Ancona Pescara nel 1863. Il collegamento ferroviario Roma-Firenze passava per Perugia-Foligno, linea inaugurata nel dicembre del 1866 e non era ancora realizzato il tratto Terontola-Chiusi, inaugurato nel 1875. La carta quindi risale al decennio tra il 1866 e il 1875. Fiumi e corsi d’acqua principali, nella carta non sono rappresentati i minori, sono classificati geograficamente per importanza alla francese: fleuve (fiume) corso d’acqua principale, e rivière per i secondari. Il Foglia è secondario e le Tibre (Tevere) è primario. Le province marchigiane sono sei: Ascoli, Fermo Camerino Macerata Ancona e Pesaro -Urbino quelle presenti nello Stato Pontificio ed erano chiamate Delegazioni apostoliche. Si noti come l’ampiezza della provincia di Pesaro Urbino sia maggiore e incorpori ancora il territorio dell’ex Ducato arrivando a comprendere a sud il Monte Cucco con i centri di Sigillo, Costacciaro e Gubbio fino a lambire Umbertide sul fiume Tevere. A est il territorio di pertinenza della provincia comprendeva Senigallia e arrivava fino alla foce dell’Esino. Il confine settentrionale oltrepassava il Fiume Marecchia e arrivava nell’alta Valle del fiume Savio aggiungendo alla provincia i comuni di Casteldelci, Sant’Agata Feltria, San Leo, Novafeltria, Talamello e Perticara. A nord-ovest la Romagna toscana che scende lungo la valle del Montone fino a Forlì era ancora territorio fiorentino come pure il Monte Fumaiolo e i borghi ed i paesi dell’alta valle del Savio e del Marecchia. Le province romagnole sono due divise dall’Emilia dal Santerno. L’Italia era suddivisa in province e molte regioni, essendo un insieme di province, erano denominate al plurale, in seguito solo Le Marche manterranno il plurale, un unicum dello Stato italiano. La regione storica del Montefeltro non è più unita amministrativamente, ha diminuito la superficie e la popolazione con la conseguenza di perdere rappresentati e ridursi alla marginalità.

 

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