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da Comitato Ciclovia del Metauro

Lo studio di fattibilità del ripristino della Fano Urbino pubblicato da questo comitato lo scorso aprile non è quello ufficiale; in più, è incompleto; infatti, mancano sia le conclusioni (indispensabili per un documento tanto ampio e complesso) sia il settore “post operam” che indica come verrebbe trasformata la Valle del Metauro con strade nuove, spostate o cancellate, ponti, gallerie, rotatorie, sottopassaggi,  passaggi a livello,  modifiche del sedime ferroviario, treni che sfiorano o passano sopra le case, ecc. Per questo è necessario avere lo studio ufficiale, anche per capire se nei 447 milioni già calcolati (ma da aggiornare) sono comprese o meno le opere definite “indirette”, probabilmente quasi tutte quelle sopra citate; sarebbe poi importante sapere dove trovare almeno mezzo miliardo di euro. In ogni caso, l’attendibilità dello studio in circolazione è fuori discussione, visto che è stato progettato da Italferr del Gruppo Ferrovie dello Stato e voluto anche dalla Regione Marche; questo documento da un lato conferma che, nei fatti, è impossibile ripristinare la vecchia linea e dall’altro fa capire che un nuovo collegamento ferroviario, la cui mancanza è giustamente lamentata dall’entroterra, andrebbe realizzato in un’altra sede. Ma la conferma deve arrivare dalle Ferrovie che per fare questo studio hanno ricevuto ben un milione e 350mila euro di soldi pubblici.  La richiesta per ottenerlo è partita da alcuni mesi ma ancora nessuna risposta è arrivata da RFI e neanche dal Ministero dei Trasporti che ne deve avere la copia; inutile chiederlo alla Regione Marche che, pur avendolo in parte finanziato, ha risposto negativamente ad una richiesta di accesso agli atti; secondo la stessa Regione, la pubblicazione dello studio spetta a RFI e MIT, “se decideranno” di riattivare la linea; in pratica, mai! Ma, anche se è ufficioso e lacunoso, basta e avanza quello che dopo circa 5 anni di attesa è venuto fuori dallo studio di (non) fattibilità, ora leggibile in comitatocicloviadelmetauro.it.

 

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Nell’immagine, il condominio di via Papiria a Fano che, secondo lo studio di fattibilità, verrebbe sfiorato da un viadotto ferroviario realizzato ad almeno 5 metri dal suolo.

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