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di Anna Maria Polidori

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L’Eleanor Worthington Prize ha scelto per gli studenti delle scuole medie, superiori e per le Accademie di Belle Arti la tematica che andrà sviluppata quest’anno: le disabilità invisibili.  Ricordiamo che la partecipazione è gratuita e che la data ultima di presentazione dei progetti d’arte è stata fissata al 31 ottobre. Tutte le arti visive sono ben accette. Non è necessario che ci siano connessioni degli studenti con la disabilità. Il primo premio consiste in un viaggio pagato a Urbino della durata di una settimana. La premiazione avverrà il 3 dicembre, durante la Giornata Internazionale delle Disabilità. Le opere saranno esposte a dicembre alla Galleria Albani di Urbino, mentre in primavera saranno a York, presso la St John University. Alcune opere selezionate saranno inoltre visibili in varie gallerie del Regno Unito. Per informazioni è possibile visitare il sito www.eleanorprize.org o inviare una mail a info@premioeleanor.it.
È una storia meravigliosa, questa dei Worthington, costellata da tantissimo amore e dedizione. Eleanor, infatti, ha cominciato ben presto a soffrire di severe forme di epilessia, per poi finire per sviluppare altre patologie. Aveva cessato di parlare durante gli ultimi 5 anni di vita. La ragazza è sempre stata stimolata a migliorare. I genitori l’hanno portata ovunque andassero: le hanno fatto frequentare l’Istituto d’Arte urbinate, dove Eleanor è stata amatissima dai compagni di scuola e dai docenti. Una volta scomparsa, la famiglia non poteva lasciare andare questa ragazza che era stata motivo di vita e di amore. Così nel 2009, l’anno successivo alla sua morte, i familiari hanno pensato di fondare un’associazione e di perpetuare il ricordo della loro figliola. Questo per sviluppare e portare avanti una tematica che talvolta, a causa della sofferenza che comporta, viene rimossa: la disabilità. Giuliana Parodi, la mamma della ragazza, racconta: “Abbiamo pensato dapprima di coinvolgere l’Istituto d’Arte, come si chiamava allora, dove aveva studiato Eleanor ricevendo da subito risposte entusiaste al nostro progetto, sia da Maurizia Ragonesi sia dal Comune di Urbino, che ci ha supportato anche economicamente. Sono cambiate le giunte comunali durante questi anni, ma non il sostegno al nostro progetto. Col tempo siamo diventati un’associazione e ora il Premio Eleanor Worthington è diventato qualcosa di importante. Coinvolge perfino le università e il Regno Unito. Inviamo ogni anno il bando di concorso a tutte le Accademie di Belle Arti”. Giuliana descrive Eleanor come una ragazzina allegra e affettuosa. “Vivevamo in campagna a Urbino e avevamo tanti animali”. Il concorso, spiega Giuliana, adesso “vola”. L’associazione ha raggiunto le 180 opere ed è in crescita. Tra le iniziative proposte c’è perfino il cineforum. Totalmente gratuito, ha però una selezione di film molto scrupolosa. “Non troverà mai un titolo come Rain Man in programmazione. Non vogliamo esaltare le qualità di un disabile. Ogni anno siamo al Pesaro Film Festival”. Come definirebbe la vostra associazione, Giuliana? “Non facciamo niente di concreto, ma vogliamo costruire un mondo culturale sulla disabilità”.

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