“Nei miei hobby preferiti – racconta la ginnasta fanese Sara Sambughi – vi sono sempre state le attività che richiedevano coordinazione, equilibrio e creatività. Infatti fin da piccolina mi arrampicavo ovunque e cercavo sempre dei modi diversi per restare in movimento. Forse era quello il segnale che un giorno mi sarei innamorata di una disciplina come i tessuti aerei”. Ci spiega cosa sono i tessuti aerei? “È una danza che si pratica in aria, una disciplina acrobatica che si chiama così per l’utilizzo di lunghe strisce appese al soffitto. Gli artisti si esibiscono a diversi metri di altezza ed usano questi teli per arrampicarsi, avvolgersi in essi e creare figure acrobatiche, eseguendo pose spettacolari e poi cadute controllate, in cui l’atleta si lascia cadere improvvisamente nel vuoto, fermandosi bruscamente a trenta o quaranta centimetri dal suolo”.
Come si è avvicinata a questa disciplina? “Da sempre sono stata una ragazza attratta dalle attività adrenaliniche ed ho anche provato andare con il deltaplano, lanciarsi con il paracadute e l’emozione del parapendio, per cui il passo verso questa disciplina è stato breve. Inoltre ho sempre praticato attività fisica e questo mi ha aiutata ad avere una buona preparazione. Mi sono accostata ai tessuti aerei quasi per curiosità, perché avevo visto alcune esibizioni ed ero rimasta affascinata dall’eleganza e dalla forza che trasmettevano. Ho deciso di iscrivermi al corso senza sapere esattamente a cosa sarei andata incontro, ma fin da subito mi sono resa conto che era una disciplina completamente diversa da tutte quelle che avevo conosciuto prima”. Quando ha capito che la disciplina tessuti sarebbe diventata importante e a che livello la pratica? “Credo di averlo capito quasi subito, perché sin dall’inizio con entusiasmo andavo agli allenamenti ed aspettavo con impazienza la prossima lezione. È stata una sfida che mi ha conquistata immediatamente. Oggi pratico i tessuti aerei due o tre volte a settimana. Sono una perfezionista, mi piace provare a raggiungere la versione migliore su qualsiasi figura ed in ogni passaggio”.
Che sensazione prova essere sospesa in aria? “È una sensazione adrenalinica e liberatoria, che richiede concentrazione e dona grandi soddisfazioni. Quando sei sospesa in aria hai la percezione di staccarti completamente dalla realtà quotidiana e ci si sente solo con il tessuto”. Come gestisce la paura prima di lasciarsi andare nel vuoto? “È importante conoscere i passaggi corretti di ogni figura, che ci permettono di proseguire in sicurezza. È per questo motivo che si provano e riprovano decine di volte le stesse figure. E’ importante acquistare fiducia ed entrare in sintonia con il tessuto”. Che tipo di allenamento serve per questa disciplina? “Ogni esercizio richiede una buona dose di resistenza, mobilità, coordinazione e controllo del corpo. Dietro i pochi secondi di esecuzione ci sono tanti esercizi di potenziamento e stretching e ripetizioni continue. Per questa disciplina necessita una buona preparazione fisica quindi oltre agli allenamenti di tessuti aerei, faccio un lavoro di potenziamento muscolare e pratico pilates”.
Come esprime la sua personalità nelle esibizioni? “I tessuti aerei uniscono ginnastica e danza acrobatica. Ogni coreografia permette di interpretare la musica con il proprio stile. Cerco di rendere ogni movimento il più naturale possibile, combinando controllo ed eleganza. Per aiutare a coordinare gli accenti della musica con le pose sul tessuto, si fanno sulla stessa figura allenamenti con musica lenta e successivamente con quella ritmata e veloce”. Come riesce a concentrarsi ed isolare la mente dalle distrazioni quando è in aria? “Non è sempre facile, perché qui non basta lanciarsi nel vuoto e poi planare dove sembra meglio, ma bisogna con la mente ordinare la successione dei vari movimenti. Faccio un bel respiro, guardo il tessuto ed inizio a salire, poi inizio un movimento dopo l’altro e poi tutto viene da sé”,
Che insegnamento le ha trasmesso questa disciplina? “Mi ha insegnato che i risultati arrivano con il tempo. Viviamo in un’epoca in cui si vorrebbe ottenere tutto subito, mentre i tessuti aerei ricordano che è importante la pazienza, la costanza e la tenacia. Mi hanno anche insegnato che non è mai troppo tardi per mettersi alla prova, infatti nel mio gruppo ci sono anche ragazze più grandi di me che sono alle prime armi e che con passione si allenano”. Che consiglio dà a chi vorrebbe iniziare, ma pensa di non esserne all’altezza? “Di non lasciarsi bloccare da questi pensieri. In questa disciplina si prova un passo dopo l’altro, una conquista dopo l’altra. C’è chi ci mette settimane prima di riuscire a salire sul tessuto, ma dopo le prime soddisfazioni, non smette di cercare nuove sfide. Allenamento dopo allenamento fanno costruire forza e resistenza ed il coraggio cresce insieme all’esperienza. L’importante è affidarsi ad istruttori preparati, rispettare i propri tempi e godersi il percorso”.
Chi è Sara Sambughi? “Una ragazza laureata in scienze della formazione e attualmente lavora come maestra elementare. Sono molto curiosa e determinata a cui piace mettersi e cercare sempre nuovi stimoli sia nello sport che nella vita quotidiana. Amo viaggiare, perché penso che le nuove conoscenze aprano la mente. Inoltre per me i tessuti aerei non sono solo uno sport, ma sono diventati molto importanti anche grazie al mio insegnante e al mio gruppo, insieme ci supportiamo, ci aiutiamo e soprattutto ci vogliamo bene”.























