Invece di assumersi la responsabilità di un fallimento lungo sei anni sulla gestione della diga del Furlo, la Giunta regionale incolpa altri Enti. La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Marta Ruggeri, replica così alla risposta rilasciata in Consiglio dall’assessore Consoli.

«L’Assessore ammette l’ennesimo stallo – prosegue Ruggeri –: lo sfangamento di circa 70.000 metri cubi al Furlo, approvato a fine 2023 e programmato da Enel Green Power per la primavera-estate 2024, è completamente bloccato. Niente nel 2024, 2025 e 2026. Un’incapacità di coordinamento tra gestore e Comune di Acqualagna finita a marzo con esito negativo e il rinvio al Ministero per iter che, forse, vedranno la luce nel 2027, visto che non c’è nessun cronoprogramma vincolante».
Un quadro desolante di inefficienza mentre la provincia di Pesaro e Urbino soffre una drammatica carenza idrica e l’invaso del Furlo ha perso oltre il 50% della capacità originaria di stoccaggio a causa dei sedimenti. Nelle scorse settimane, poi, l’assessore Consoli, incapace finora di uscire dall’impasse del Furlo, ha sorprendentemente annunciato interventi a Tavernelle e Mercatale (dove c’è comunque un progetto del Consorzio di Bonifica).
«Siamo al paradosso – incalza Ruggeri –. Da sei anni con i nostri atti denunciamo l’interramento dei bacini e la Giunta scarica la colpa su Comuni o Ministero. Di fronte all’incapacità di sbloccare la pulizia dell’invaso vitale del Candigliano, la soluzione dell’Assessorato sarebbe raddoppiare gli annunci sugli altri?».
I cittadini del pesarese non si abbeverano con i comunicati stampa: l’entroterra vive con la spada di Damocle della siccità, costretto a dipendere dai potabilizzatori e da interventi emergenziali – come i pozzi del Burano e di Sant’Anna – unicamente perché la Regione non garantisce la manutenzione ordinaria e straordinaria.
«Se lo sfangamento è sicuramente al di là da venire, che ne sarà dello svuotamento promesso entro ottobre alla famiglia di Riccardo Branchini, il diciannovenne scomparso nell’ottobre del 2024, a cui come istituzioni dobbiamo dare risposte?».























