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“La passione per la politica – esordisce l’ex parlamentare Alessia Morani di Macerata Feltria – la respiro da quando ero ragazzina. Vengo da una famiglia dove il confronto civile e l’interesse per la cosa pubblica sono sempre stati centrali, visto che mio padre proveniva dall’esperienza del PCI ed era un imprenditore del settore della moda, mentre mia madre guardava con interesse all’area radicale e alle battaglie dei diritti con la lista Bonino. La scelta della sinistra per me è stata una naturale conseguenza dell’idea di società in cui credo: una comunità che garantisce uguali opportunità, che non lascia indietro i più deboli e che punta sull’istruzione, sul lavoro e sullo sviluppo sostenibile. Nella mia casa, il pluralismo d’opinione era la norma quotidiana, e discutere di temi politici a tavola, è stata la mia  prima vera scuola di dibattito”-  Come ha vissuto tutte le svolte del PCI al PD? “Ho vissuto solo la transizione politica dai Democratici di Sinistra al Partito Democratico con una profonda convinzione riformista, mentre l’antecedente storia del PCI la conosco solo attraverso i racconti di famiglia. Il mio percorso politico attivo è iniziato nella Sinistra Giovanile e nei DS. La nascita del Partito Democratico nel 2007 ha rappresentato il coronamento di un grande idealismo: la sintesi tra le migliori tradizioni del riformismo italiano, laico e cattolico, unite per modernizzare il paese. Ho sempre vissuto questi passaggi con lealtà verso i valori fondamentali della nostra comunità, mantenendo uno sguardo pragmatico, riformista e attento alle esigenze concrete delle imprese e dei lavoratori”. Qual è stato il suo percorso politico? “Il mio impegno è partito dal mio territorio, nell’entroterra pesarese. Nel 1995 sono stata eletta segretario provinciale della Sinistra Giovanile di Pesaro e Urbino. Successivamente ho guidato la sezione dei DS a Macerata Feltria, dove sono diventata consigliera comunale e poi assessore. Nel 2006 sono entrata nel consiglio nazionale dei Democratici di Sinistra e poi con la fondazione del PD, ho fatto parte dell’assemblea regionale e provinciale delle Marche. Tra il 2009 e il 2013 ho ricoperto l’incarico di assessore tecnico alle Opere Pubbliche, Urbanistica e Edilizia scolastica della Provincia di Pesaro e Urbino. Nel 2013 è arrivata l’elezione alla Camera dei Deputati, a cui sono seguite le nomine a responsabile Giustizia nella segreteria nazionale del PD e vice capogruppo del partito alla Camera. Con la rielezione alle politiche del 2018 è arrivata la nomina a Sottosegretario di Stato al Ministero dello Sviluppo Economico nel Governo Conte II”.

Quali emozioni si prova ad entrare in Parlamento ed essere chiamati onorevole? “La  prima volta che varchi la soglia di Montecitorio provi una sensazione indescrivibile, un misto di profonda emozione, orgoglio e soprattutto un senso di responsabilità gigantesco. Sentirsi chiamare onorevole fa un certo effetto, ma per me quel titolo non ha mai rappresentato un privilegio, bensì il richiamo costante all’articolo 54 della Costituzione, cioè adempiere alle funzioni pubbliche con disciplina ed onore, ricordando ogni giorno le persone e le comunità territoriali che rappresentavo”. Come è cambiata la sua vita privata e come ha gestito il suo tempo libero? “La vita politica travolge ed azzera i ritmi ordinari. I sacrifici principali riguardano gli affetti, la famiglia, le amicizie e la sfera privata, che vengono costantemente sacrificati a causa dei continui trasferimenti a Roma e dei ritmi serrati di lavoro. Quando rivesti ruoli istituzionali o di governo, la giornata lavorativa non ha mai un orario di fine. Per quanto riguarda il tempo libero, ho imparato a valorizzare le cose semplici, il contatto con la natura del mio territorio nelle Marche, una passeggiata, la lettura ed il tempo di qualità trascorso con le persone a me più care”. Come ha gestito la pressione del giudizio della gente e dei media? “Non è semplice, soprattutto nell’era dei social e dei talk-show, dove il dibattito tende spesso a radicalizzarsi. Ho imparato nel tempo a sviluppare un forte equilibrio interiore. Ciò che mi ha sempre guidato è stato l’ancoraggio ai fatti, alla competenza tecnica e allo studio dei dossier. Quando sai di  lavorare seriamente e in buona fede per l’interesse collettivo, le critiche pretestuose e le provocazioni mediatiche toccano meno. Naturalmente la mia esperienza di vita e le sfide di salute superate mi hanno aiutata a ridimensionare le priorità e a dare il giusto peso alle cose”. Si è mai sentita di dover scegliere tra la sua coscienza o il voto di partito? “In un partito plurale come il PD,  la sintesi fra l’appartenenza ad una comunità politica e la responsabilità individuale è un esercizio costante. Su temi legati alle libertà civili, ai diritti e alla giustizia ho sempre portato avanti le mie posizioni garantiste e riformiste. La disciplina di partito è importante per governare un Paese, ma quando si tocca la propria coscienza o il prioritario interesse dei cittadini e del territorio, l’ascolto di sé stessi e della propria coerenza con i propri valori, restano il faro insostituibile”. Qual è stata la sua priorità assoluta in questi anni di politica? “Ho sempre dato precedenza allo sviluppo economico connesso alla tutela della legalità e dei diritti delle persone. In particolare durante il mio periodo al Ministero dello Sviluppo Economico, l’attenzione prioritaria è andata alla salvaguardia delle filiere industriali italiane, alla gestione delle crisi aziendali per tutelare i posti di lavoro, e al sostegno degli investimenti nella transizione ecologica e digitale delle piccole e medie imprese”. Pensa di aver fatto degli errori da politica? “Chiunque faccia politica e prenda decisioni commette degli errori. Se devo guardare indietro, forse a volte mi sono affidata troppo alla tecnicità delle soluzioni ritenendo che la bontà di un provvedimento parlasse da sé, sottovalutando quanto fosse invece fondamentale accompagnare le norme con una comunicazione empatica e immediata verso i cittadini”. Quali sono i suoi programmi futuri? “Continuo il mio impegno professionale nel mondo del diritto come avvocato, un ambito che non ho mai abbandonato e che mi consente di rimanere ancorata al mondo reale. Dal punto di vista politico e civile, rimango a disposizione della mia comunità e del mio territorio per portare avanti idee, proposte e progetti per le Marche e per il Paese.

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