carne
legno
iliad kena Tim elettrodomestici elettronici a Cagli
La fortuna aiuta gli audaci, si usa dire. Sarà anche vero ma è di contro pur sempre innegabile che la malasorte si accanisce puntualmente contro chi proprio non se la merita. A mo’ di esempio prendete il caso di Filippo Romagna e avrete la prova provata che il destino cinico e baro si diverte diabolicamente a scegliere le sue vittime tra i migliori. Era un campioncino annunciato, il nostro, quando lasciò il tepore del nido del Fanella per approdare, via Rimini, al settore giovanile della Juventus. Praticamente il top che un ragazzo possa augurarsi per la propria carriera. La trafila nei ranghi bianconeri coincise con la crescita esponenziale in termini di prestazioni, personalità e autostima, culminata, lui capitano, nel trionfo al prestigioso Torneo di Viareggio. Era nata una stella e già qualcuno lo paragonava arditamente al grande e compianto Gaetano Scirea per pulizia e tempismo degli interventi nonché per la chiara visione di gioco in fase di impostazione della manovra.  E le stagioni successive sembravano confermare tali ottime credenziali. Il debutto tra i ‘grandi’ con la casacca del Novara, la parentesi di consolidamento a Brescia, la positiva esperienza di Cagliari e infine l’arrivo all’ambizioso Sassuolo certificavano un avvenire luminoso che si stava facendo concretamente e con grande rapidità  fulgido presente, conclamato oltretutto dalle numerose apparizioni con la nazionale Under 21. Tutto bello, troppo bello. Fino a quel rovinoso marzo 2020, avversario guarda caso lo stesso Brescia,  che segnò il maledetto punto di non ritorno: rottura del tendine rotuleo sinistro, la drammatica diagnosi. Di fatto, un autentico spartiacque della sua vita agonistica, il confine insuperabile tra il campo tanto agognato e le cliniche mediche sempre più frequentate. Anche il prologo di una lunga sequela di ulteriori infortuni, ricadute impreviste, tribolazioni assortite. La sfortuna aveva pervicacemente trovato  la sua vittima e si divertiva a torturarla ad ogni piè sospinto. La campagna 2024-2025, coincisa con il repentino ritorno in serie A con il Sassuolo da titolare inamovibile, è stato solo un fuggevole momento di sollievo dell’infinita via crucis. Ora la cappa opprimente della frustrazione si è di nuovo richiusa e non si intravvede un domani. Romagna è svincolato, senza un contratto e chissà se e quando il suo fisico traditore gli consentirà di tornare a giocare. Ma siamo sicuri che quel fenomeno alto e biondo partito da Fano tanti anni fa ce la farà e l’auspicio neanche tanto nascosto è pure quello di vederlo un giorno indossare il granata. Per poi gridare al mondo, come l’indimenticabile Steve Mc Queen in ‘Papillon’: ‘Sono ancora vivo!’
Sandro Candelora - (Opinionista)
scarpe firmate
arredamento interno
tartufo
sagra
moda donna
irish pub cantiano
scarpe moda