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Solite oscillazioni, questa volta col segno meno, nelle percentuali tra numero di contagiati e campioni complessivamente testati nelle Marche rilevati e comunicati dal Gores. Ieri (22 marzo) 148 positivi su 391 tamponi fatti (37,8%). L’altro giorno (21 marzo) si attestavamo al 40%. È una linea che oscilla tra il 30 e il 40% ormai dal 15 marzo con i numeri peggiori registrati il 13 e 14 marzo (anche oltre 60% nel rapporto). “I numeri di oggi (ieri ndr) sono minori rispetto a quelli dell’altro ieri (ieri ndr)”, hanno detto gli esperti sanitari regionali aggiungendo: “Non bisogna abbassare la guardia ma tenere le misure adottate e rispettare le indicazioni”. Intanto nelle Marche il numero dei positivi è salito a 2569 a fronte di 6781 campioni complessivamente testati. Anche le riflessioni sull’eventuale picco si rincorrono le voci e le previsioni. Questo a conferma, se mai ce ne fosse bisogno, della situazione alquanto delicata dove è difficile pianificare previsioni. Sul picco, dicono sempre gli esperti, questa dovrebbe essere la settimana clou per poi, intorno al 27, 28 marzo, calare il numero dei contagi in maniera graduale e lenta. Al di là dei dati, rimane purtroppo elevato il numero dei decessi: un prezzo da pagare altissimo.

Uno sguardo  sull’Italia

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I dati di domenica 22 marzo della Protezione civile sull’epidemia di coronavirus registrano 651 deceduti in 24 ore (contro i 793 di venerdì 21), portando il totale a 5.476. Gli attualmente positivi sono 46.638 e i casi totali 59.138: i nuovi contagiati risultano quindi 5.560 contro i 6657 di venerdì 21. Le persone guarite sono 7.024, 952 in più di ieri.

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