Il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, Giuseppe Paolini, ha fatto i conti dopo l’alluvione: «Ci sono danni per 800 milioni di euro ma è un conto per difetto. Lo Stato non ci abbandoni, altrimenti quel territorio muore». Il Comune di Pesaro col sindaco Matteo Ricci ha avviato una raccolta fondi, offrendo subito 20mila euro, con gli assessori che hanno versato ognuno 100 euro per avviare la campagna di finanziamento. L’entroterra pesarese disastrato. La strada per il monastero di Fonte Avellana di nuovo impraticabile, cinque ponti crollati, decine di strade intorno a Serra Sant’Abbondio portate vie dalle frane, manca l’acqua, la luce ora è tornata insieme al gas ma la gente è sotto choc. Il gestore di un ristoro portato in ospedale per lo stato depressivo dopo aver visto spazzare via il suo chiosco. Non ci sono stati morti ma è drammatica la situazione dei Comuni colpiti dal maltempo in provincia di Pesaro Urbino: Cantiano, Frontone e Serra Sant’Abbondio. «Ci vorranno decenni per rimettere in sesto questo territorio – dice Augusto Santi, vicesindaco di Serra -, solo il capoluogo non è stato toccato visto che è in alto. Nella parte a valle, le frazioni di Petrara e Cafanne sono state devastate, cinque o sei ponti sono crollati. Da dove si ricomincia e con quali soldi?».






















