Durante l’ultima seduta del Consiglio comunale di martedì 28 aprile, abbiamo assistito all’ennesimo tentativo della minoranza di fare propaganda, distorcendo i fatti e cercando visibilità sui social invece che contribuire seriamente al dibattito istituzionale.
Mercoledì 23 aprile si è svolta la riunione dei capigruppo, momento fondamentale per confrontarsi sui temi da portare in aula. Nonostante siano cinque i capigruppo che rappresentano la minoranza, nessuno di loro si è presentato. L’incontro si è così svolto con la sola presenza dei capigruppo di maggioranza. Avevamo predisposto un emendamento sul regolamento del Consiglio comunale, da discutere insieme in quella sede. Ma, per ovvie ragioni, il confronto non è potuto avvenire. L’emendamento è stato quindi presentato in Consiglio, dove abbiamo scoperto che anche la minoranza ne aveva proposto uno pressoché identico. Si è quindi deciso, con senso di responsabilità, di redigerne uno condiviso, firmato da tutti i gruppi.
Un esempio concreto di collaborazione, che però qualcuno ha pensato bene di trasformare in una narrazione strumentale: il capogruppo Scaramucci ha infatti pubblicato sui social un video in cui sostiene che la maggioranza avrebbe “indietreggiato”, grazie alle proteste della minoranza, comprese le sceneggiate con striscioni che accusano la maggioranza di voler “mettere il bavaglio”. Un racconto falso e scorretto, che scredita il lavoro serio e costruttivo svolto da tutto il Consiglio e che tradisce lo spirito di responsabilità istituzionale che dovrebbe guidare ogni rappresentante eletto. Questa vicenda evidenzia, ancora una volta, l’atteggiamento inconcludente e poco serio della minoranza, più attenta ai riflettori che al merito delle questioni. Disertare le sedi ufficiali del confronto per poi attaccare pubblicamente chi lavora con serietà è un comportamento che mina la credibilità delle Istituzioni e offende l’intelligenza dei cittadini. Chi siede in Consiglio comunale ha il dovere morale e politico di partecipare attivamente, confrontarsi nel merito e contribuire al bene comune. Preferire la polemica alla presenza, il post sui social al confronto, significa venire meno a quella responsabilità che ogni eletto dovrebbe sentire come prioritaria. Noi continueremo a lavorare con coerenza, ascolto e spirito di servizio, certi che i cittadini di Urbino sappiano riconoscere chi è realmente all’altezza del compito di amministrare una città tanto importante come la nostra.
Maggioranza comunale Urbino






















