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Settant’anni di storia alle spalle e lo sguardo rivolto al futuro. La 61ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco conferma Acqualagna come uno dei principali punti di riferimento del panorama tartuficolo nazionale e internazionale. La manifestazione, articolata in sette giornate tra il 25 ottobre e il 15 novembre, propone un calendario che affianca alla mostra mercato del tartufo fresco appuntamenti gastronomici, incontri culturali, spettacoli e iniziative dedicate a grandi e piccoli.

Un’edizione che si distingue anche per il nuovo Mercato del Tartufo, una struttura destinata a diventare il cuore della manifestazione e uno spazio polivalente a disposizione della città durante tutto l’anno. Ne parliamo con il sindaco di Acqualagna, Pierluigi Grassi, per approfondire il significato di questa edizione e le prospettive di sviluppo legate al prodotto simbolo del territorio.

Sindaco, la Fiera è arrivata alla sua 61ª edizione. Che cosa rappresenta oggi questo appuntamento per Acqualagna?
La Fiera è molto più di una manifestazione: è il racconto della nostra identità, di una tradizione che si tramanda da generazioni e che ha contribuito a rendere Acqualagna conosciuta in Italia e nel mondo. Il tartufo è una risorsa preziosa, ma dietro questo prodotto ci sono il lavoro dei cavatori, le competenze delle aziende, la storia delle famiglie e un intero sistema economico che nel tempo si è sviluppato attorno alla sua raccolta, trasformazione e commercializzazione. Ogni edizione è l’occasione per valorizzare questo patrimonio e rafforzare il legame tra la nostra comunità e il territorio.

Quest’anno uno degli elementi più significativi è il nuovo Mercato del Tartufo. Quale ruolo avrà per la manifestazione e per la città?
Era importante dotare Acqualagna di una struttura moderna, funzionale e capace di rispondere alle esigenze di una manifestazione che è cresciuta nel tempo. Il nuovo Mercato del Tartufo nasce con l’obiettivo di diventare il cuore della Fiera, uno spazio in cui incontrare produttori, operatori, visitatori e appassionati. Ma la sua funzione non si esaurisce nelle giornate di novembre: vogliamo che sia un luogo vivo durante tutto l’anno, capace di ospitare eventi, iniziative culturali, incontri e attività di promozione. È anche un investimento sul futuro della città, nel segno di una struttura che unisce innovazione e tradizione. La dedica a Giulio Gai, Ovidio Lucciarini e alla famiglia Urbani, protagonisti della nascita della manifestazione, rappresenta inoltre un riconoscimento verso chi ha contribuito a costruire questa storia.

La parola “internazionale” è parte integrante del nome della Fiera. Quanto è importante rafforzare questa dimensione?
È fondamentale. Acqualagna ha tutte le caratteristiche per dialogare con un pubblico sempre più ampio: una tradizione tartuficola riconosciuta, una filiera consolidata e un’offerta gastronomica di qualità. Il programma di quest’anno propone chef e ospiti provenienti anche dall’estero, occasioni di confronto tra diverse culture culinarie e iniziative che mettono in relazione territori accomunati dalla valorizzazione del tartufo. La dimensione internazionale non deve essere soltanto un titolo, ma un percorso concreto per creare nuove relazioni, far conoscere le nostre aziende e promuovere Acqualagna come destinazione turistica. Un esempio concreto, oltre al forte legame di cooperazione con Sarrión, sarà il convegno internazionale che ospiteremo sabato pomeriggio con Csorbainé Dott.ssa Andrea Gógán, presidente esecutivo dell’Associazione Nazionale Ungherese dei Tartufi, Szilvia Farkas, esperta addestramento cani da tartufo, e lo Chef Gergely Érsek.

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La Fiera coinvolge anche il mondo della cultura, dello spettacolo e delle famiglie. Perché questa scelta?
Perché il tartufo è il protagonista, ma attorno a esso esiste un territorio ricco di storie, tradizioni e opportunità. Abbiamo voluto costruire un programma capace di parlare a pubblici diversi, senza limitarsi all’aspetto gastronomico. Accanto ai cooking show e alle degustazioni trovano spazio presentazioni di libri, concerti, incontri culturali, laboratori per bambini e attività dedicate alla scoperta del territorio. Vogliamo che chi arriva ad Acqualagna possa vivere un’esperienza completa, fermarsi, conoscere il paese e scoprire anche le sue bellezze naturalistiche e culturali, a partire dalla Gola del Furlo.

Quanto conta la Fiera per l’economia locale e per le attività legate al tartufo?
Conta moltissimo, perché rappresenta una vetrina importante per tutta la filiera. Durante la manifestazione si incontrano produttori, commercianti, ristoratori, operatori turistici e visitatori: è un’occasione per promuovere il prodotto fresco, far conoscere le specialità trasformate dalle nostre aziende e creare nuove opportunità di mercato. Il tartufo genera valore non soltanto per chi lo raccoglie o lo vende, ma anche per il commercio, la ricettività e la ristorazione. La nostra responsabilità è continuare a sostenere questo sistema, valorizzando il lavoro degli operatori e rafforzando il ruolo di Acqualagna come centro di riferimento del settore.

Guardando al futuro, quale obiettivo vorrebbe raggiungere per la Fiera e per Acqualagna?
Vorrei che la Fiera continuasse a crescere senza perdere il legame con le proprie radici. La nostra forza è proprio questa: una storia autentica, costruita nel tempo dalla comunità, che oggi può essere raccontata attraverso strumenti nuovi e una visione più ampia. Dobbiamo investire nella promozione, nella qualità dell’offerta, nell’accoglienza e nella capacità di fare rete con le altre realtà del territorio. Il nuovo Mercato del Tartufo potrà essere un punto di partenza importante per rendere Acqualagna una destinazione attrattiva in ogni stagione, non soltanto durante la Fiera.

Un ultimo invito ai visitatori che devono ancora raggiungere Acqualagna in queste giornate?
Li aspettiamo ad Acqualagna per condividere un’esperienza che parla di sapori, cultura, tradizione e ospitalità. La Fiera è un’occasione per conoscere da vicino il tartufo bianco pregiato, incontrare chi ogni giorno lavora per valorizzarlo e scoprire un territorio che ha tanto da offrire. Il nostro invito è quello di venirci a trovare, vivere il paese e lasciarsi conquistare dalla sua atmosfera. Acqualagna è la capitale del tartufo, ma soprattutto è una comunità che crede profondamente nel proprio patrimonio e vuole continuare a farlo conoscere al mondo.

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