Sindaco e giunta comunale
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FOSSOMBRONE Il Comune di Fossombrone ha inoltrato la domanda per accedere ai contributi regionali destinati al miglioramento sismico nei luoghi di cultura di proprietà pubblica? Nell’ultimo consiglio comunale il sindaco e l’assessora Gloria Mei hanno detto che risponderanno nella prossima seduta. Dai banchi della minoranza Michele Chiarabilli ha chiesto di «verificare se il Comune di Fossombrone avesse partecipato al bando regionale (D.G.R.530/2019, ndr) per l’assegnazione di contributi in conto capitale ai Comuni non rientranti nel cratere così definito a seguito degli eventi sismici 2016. Le risorse erano previste per interventi di adeguamento/miglioramento sismico in musei, teatri, biblioteche, archivi ed altri luoghi di cultura di proprietà pubblica». E’ nata spontanea la domanda «di come sia possibile che un amministratore non sappia rispondere in merito ad un bando che scadeva il 5 luglio 2019 con priorità per i Comuni con meno di10mila abitanti». Dei 32 progetti presentati ne sono stati approvati 29. «E’ stata persa un’altra occasione come avviene da quattro anni. E’ il caso di ricordare all’assessora che può arrivare a migliorare la situazione non solo spolverando gli arredi. La verità è che non è riuscita a portare a termine alcuna buona pratica». Nel 2016 l’Amministrazione comunale di Fossombrone non ha presentato la domanda per i fondi europei POR-FESR che potevano portare circa 600mila euro per il restauro della biblioteca Passionei. L’anno dopo non ha preso in considerazione 5 canali di finanziamento per cultura e politiche giovanili, che prevedevano in tutto una potenziale somma di circa 135mila euro. «L’apoteosi dell’incapacità amministrativa della giunta Bonci si è consumata il 20 gennaio 2018 quando il Comune di Fossombrone non ha inoltrato richiesta per essere inserito tra gli enti locali beneficiari per investimenti nell’edilizia scolastica e nell’impiantistica sportiva. A febbraio 2018 non ha partecipato alla richiesta di contributi per la realizzazione di opere pubbliche per la messa in sicurezza degli edifici e del territorio, che avrebbe potuto portare altri e cospicui finanziamenti». Ne consegue una considerazione legittima «in ordine all’operato dell’assessora Gloria Mei. Un mea culpa potrebbe essere intellettualmente onesto e comprensibile ma invece si preferisce proseguire con arroganza e presunzione. Una situazione non più sostenibile».

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