
Giuseppe Conte torna a parlare alla Nazione. Il presidente del Consiglio, con il nuovo decreto pronto a prolungare fino al 13 aprile la quarantena del paese a causa della diffusione del coronavirus, spiega: “Non siamo nella condizione di allentare le misure e risparmiare ai cittadini i sacrifici. Si iniziano a vedere gli effetti positivi di ciò che abbiamo fatto, per questo ho firmato il nuovo dpcm che ha validità fino al 13 aprile. Se noi smettessimo di rispettare le regole, sarebbero vani tutti gli sforzi che abbiamo fatto. Dovremmo praticamente partire da capo. Quando il nostro comitato scientifico ci dirà che possiamo cominciare ad allentare la presa, riaprire gradualmente e cominciare a convivere con il virus, in quella che è la fase 2, prima della fase 3 che è l’uscita dell’emergenza e il ritorno alla normalità, lo faremo. Ma non possiamo dire che sia il 14 aprile, serve aspettare la curva epidemiologica”.
Il nuovo decreto è in sostanza il prolungamento delle misure già prese dal governo a marzo. Spostamenti sempre con autocertificazione e distanza di un metro nei luoghi pubblici. È vietato spostarsi in un Comune diverso da quello in cui ci si trova se non per “comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza, o motivi di salute”. Si può uscire per fare la spesa, andare in farmacia, acquistare altri prodotti di prima necessità (anche in un altro Comune se nel proprio non è possibile e comunque giustificando il motivo). Si può uscire per andare all’edicola e comprare i giornali. Si può uscire per portare a spasso il cane ma rimanendo “in prossimità della propria abitazione”. I bambini possono uscire con uno dei due genitori ma rimanendo “in prossimità della propria abitazione”. (Su questo, continuano però a valere anche le regole regionali, come in Lombardia, Veneto e Campania). Il nuovo decreto conferma le limitazioni a jogging e, in generale, all’attività motoria all’aperto: si possono fare “ma da soli e in prossimità della propria abitazione”. È vietato andare nelle seconde case. L’unica eccezione riguarda “la necessità di porre rimedio a situazioni sopravvenute e imprevedibili (quali crolli, rottura di impianti idraulici e simili, effrazioni, ecc.) e comunque secondo tempistiche e modalità strettamente funzionali a sopperire a tali situazioni”. Rimangono in vigore le indicazioni del governo per quanto riguarda i mezzi. In moto si può andare, ma da soli; in auto bisogna tenere il metro di distanza (dunque un passeggero oltre al guidatore, nel sedile posteriore); l’uso della bicicletta è consentito per raggiungere la sede di lavoro, il luogo di residenza o i negozi che vendono generi alimentari o di prima necessità. È inoltre consentito utilizzare la bicicletta per svolgere attività sportiva o motoria all’aperto, ma sempre nella prossimità di casa propria. Sono sospese le attività di servizi di ristorazione: bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto. Sono sospese le attività inerenti i servizi alla persona: parrucchieri, barbieri, estetisti. Sono chiuse: palestre, piscine, sale bingo, sale giochi. È vietato entrare nei parchi, nelle ville, nelle aree gioco e nei giardini pubblici. È vietata la celebrazione dei funerali. Previste limitazioni per i matrimoni. Rimangono chiuse le discoteche, i cinema, i teatri. Vietati gli eventi pubblici. Sono aperti i tabaccai e i benzinai. Sono aperti i meccanici, i ferramenta. Sono aperti i punti di ristoro all’interno degli ospedali. “Sono sospese tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione di quelle indicate nei codici Ateco”. Le attività professionali non sono sospese.






















