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Lo studio è consultabile in www.comitatocicloviadelmetauro.it ; si tratta di una copia “ufficiosa”, in quanto quella “ufficiale” completata da Italferr nel Dicembre 2021 non è stata mai pubblicata e da allora giace presso il Ministero Infrastrutture e Trasporti; per averla, sono in corso due tentativi di accesso agli atti. Il documento è costato complessivamente 1.350.000 euro: un milione a carico dello Stato (per verificare la riapertura della linea a scopo turistico) e 350.000 a carico della Regione Marche (per la riapertura a scopo commerciale).  A pubblicarlo provvede il Comitato Ciclovia del Metauro, in sostituzione di chi doveva farlo da tempo, in particolare la Regione Marche. Infatti, da notizie di stampa è emerso che già nel Maggio 2023 lo studio era “pronto”, era stato visionato da un assessore regionale il quale, dopo aver affermato che un treno “non potrà passare all’interno dei nostri quartieri”, ha aggiunto che la sua pubblicazione dipendeva dal Governo nazionale e da RFI, qualora decidessero di riattivare la linea. Lo studio “ufficioso” è lacunoso là dove dovrebbero essere descritti gli interventi “post operam” né è stata trovata la sintesi di un lavoro tecnico molto complesso durato due anni; comunque, dai suoi contenuti risulta che, nei fatti, non esistono le condizioni tecniche ed economiche per ripristinare la Fano Urbino sul vecchio tracciato; un dato questo che si evince anche dal titolo stesso del documento che infatti propone “alternative progettuali” al vecchio percorso.

Ora spetta ai decisori politici ed amministrativi stabilire

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  • se accogliere “alternative progettuali” costosissime e molto impattanti che sconvolgerebbero l’urbanistica e la vita di tutta la Valle del Metauro:
  • cosa fare di una ferrovia abbandonata da decenni, della quale la stessa proprietà, RFI, auspica la trasformazione in pista ciclopedonale;
  • se e dove realizzare un nuovo collegamento su ferro tra Fano e Urbino, come chiedono gli abitanti dell’entroterra.

Nell’immagine tratta da  “Atlante delle greenways su linee FS – Dal disuso al riuso”, un tratto dell’ex ferrovia Dobbiaco Calalzo trasformata in ciclovia, come potrebbe avvenire anche per la Fano Urbino con l’assenso di RFI.

da Comitato Ciclovia del Metauro
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