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Stefano Pollegioni

Il Covid 19 con la sua scia di morte ci ha insegnato che occorre mettere giù le mani dal Santa Croce che deve tornare ai fasti del passato. Per questo la Nuova Fano è più che mai intenzionata a riprendere la battaglia per la difesa della sanità pubblica fanese e vuole chiamare tutti i cittadini fanesi, ma anche quelli delle vallate limitrofe, ad unirsi in difesa del Santa Croce come ospedale di eccellenza e non come cronicario o poliambulatorio dipendente dai voleri di Pesaro. Smantellare la sanità pubblica fanese non porta danno solo alla terza città delle Marche ma danneggia tutti i malati della vallata del Metauro, parte del Cesano e l’utenza che proveniva da altre Regioni alla ricerca delle eccellenze del Santa Croce. Dalle ultime dichiarazioni dell’azienda Marche Nord, apparse sulla stampa, dopo il coronavirus il Santa Croce tornerà di nuovo all’interno di un progetto che lo svaluta in favore dell’ormai vero ospedale San Salvatore di Pesaro. Ora basta! Per questo stiamo avviando in questi giorni, probabilmente già da domani, una iniziativa ben strutturata utilizzando la strada del web, visto che per il momento dobbiamo attenerci alle regole previste dal decreto del Governo, e adotteremo anche altre forme considerando sempre la situazione che stiamo vivendo. Siamo convinti che la voce dei cittadini sia una grande forza e contiamo che l’esperienza emergenziale abbia creato, in ognuno di noi, più consapevolezza per combattere e difendere con forza il Santa Croce.

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Il coronavirus ci ha dimostrato quanto sia importante una sanità di prossimità che significa avere strutture sanitarie decentralizzate su territori importanti come Fano. Mantenere i presidi ospedalieri come il Santa Croce significa mettere i malati ed i loro parenti al centro e dare la possibilità a tutti di assistere i propri cari. Le emergenze sanitarie possono essere sempre dietro l’angolo e non bisogna mai abbassare la guardia.
Chiederemo che il Santa Croce torni ad essere un ospedale con tutti i reparti e la sua autonomia, di cancellare una volta per tutte la delibera N. 523 del 23 aprile 2018  firmata dal sindaco di Fano Massimo Seri e dal presidente della Regione Luca Ceriscioli, che ha praticamente smantellato l’ospedale di Fano ed ora è addirittura presa come modello per mandare in rovina tutta la sanità regionale spalancando le porte alla strada della sanità privata. Il Covid 19 non ha solo creato morte e terrore ma a ben vedere ci sta insegnando molto, soprattutto per quello che riguarda la politica sanitaria provinciale del futuro. Adesso è estremamente importante essere uniti per sconfiggere il virus ma il coronavirus lascerà una già sgangherata sanità provinciale con ancora più problemi!
Oltre 800 decessi in Regione di cui più di 400 sono nella nostra Provincia. Solo per fortuna l’ospedale di Fano non è stato ancora completamente smantellato altrimenti sarebbe stata una catastrofe e questo non deve accadere! Per una volta il presidente della Regione Marche, che ricordiamo non sarà ricandidato dal Pd, ha  affrontato l’emergenza Covid-19 andando contro il Governo formato dal suo stesso partito e tirandosi contro le ire del sindaco di Pesaro Matteo Ricci (tra l’altro qualcuno ci sa dire dove è finito nell’emergenza Covid-19 il presidente della Provincia Giuseppe Paolini?). Ora Ceriscioli si dimostri altrettanto coraggioso e salvi una volta per tutte l’ospedale Santa Croce.
Direttivo Nuova Fano  

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