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La data esatta della consacrazione della nuova chiesa avvenne il 24 agosto 1980 da parte del Vescovo Mons. Costanzo Micci alla presenza di una immensa folla di fedeli gioiosi nell’essere riusciti finalmente a realizzare la costruzione del luogo sacro. Quest’anno infatti ricorre il 40° anniversario e la comunità di Tavernelle si sta preparando alla festa con una serie di eventi civili e religiosi che culmineranno nella giornata di domenica 11 ottobre.

Domenica scorsa (4 ottobre) si è iniziato con la celebrazione della Cresima e si è proseguito nei successivi giorni sempre con una funzione religiosa dedicata a delle particolari intenzioni. Mentre venerdì 9 verrà inaugurato un basso rilievo posto sulla facciata del Centro la Barca, seguito da un video sulla storia della comunità. Infine domenica c sarà una solenne celebrazione eucaristica e non mancheranno intrattenimenti con musica e pesca di beneficenza.

Va però ricordato che la parrocchia di Tavernelle intitolata a Maria Immacolata sorse nel lontano 1943 da una suddivisione della Parrocchia di Serrungarina. Allora la comunità si radunava nella  piccola chiesa chiamata Madonna di Loreto, per poi passare ad una struttura che oggi corrisponde all’attuale Centro Ricreativo. Ma negli anni Settanta si sentì la necessità di uno spazio più ampio ed accogliente anche per le attività pastorali. Fu creato allora un comitato cittadino e dopo aver incaricato l’architetto Gianni Lamedica di Fano per la progettazione, i lavori furono affidati alla ditta Biondi di Serrungarina ed iniziarono nel marzo 1978.

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Dopo un fermo per il ritrovamento negli scavi dei resti di una taverna risalente all’epoca romana la costruzione venne terminata nella Pasqua del 1980. Infatti all’interno della Chiesa protetti da un vetro sotto il livello del pavimento sono visibili i reperti archeologici della costruzione romana. Altro fatto curioso fu che l’allora parroco don Giuliano Marinelli per sensibilizzare l’animo dei  paesani emigrati nel Canada e Stati Uniti, andò in America e tornò con la bella somma di 15 milioni. “Questi quarant’anni – esordisce don Piergiorgio Sanchioni –  equivalgono alle nozze di smeraldo per la nostra comunità in questo attuale luogo di culto. Dopo la costruzione della chiesa in mattoni, abbiamo cercato di costruire quella spirituale.

In questi anni abbiamo raccolto buoni frutti ed abbiamo avuto una buona partecipazione alle varie iniziative religiose e civili come la nascita dell’Avis, Pro loco e tanti altri progetti. Un particolare ricordo va ai miei due predecessori, don Carlo Berloni e don Giuliano Marinelli che iniziarono a lavorare in questa comunità per poi arrivare alla costruzione di questo magnifico artistico edificio religioso. Il mio sogno per il futuro è vedere i miei fedeli crescere nella fede e nella consapevolezza che, essere cristiani, è bello e dona gioia. L’altro mio desiderio è che tutti possano partecipare da protagonisti alla vita parrocchiale e del territorio”.

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