carne
legno
iliad kena Tim elettrodomestici elettronici a Cagli

Analisi della tempesta elettorale perfetta abbattutasi sulla scena politica delle Marche nel settembre scorso. Per il centrosinistra il guaio è stato di non avere letto con la sufficiente attenzione i segnali che l’avevano annunciata con largo anticipo: «Ci sono state miopia culturale e arroganza», afferma l’ex sindaco di Fano, Cesare Carnaroli. Nulla di consolatorio, dunque, nella sua valutazione: l’esito del voto non è stato un episodio improvviso e imprevedibile. Gli elementi contrari hanno spirato da almeno quattro direzioni. Una segue la questione politica. «Nel 2015 – prosegue Carnaroli, responsabile del Forum Lavoro per Articolo 1 – il centrosinistra pensava di avere messo in sicurezza il governo della Regione chissà per quanti altri anni ancora. Invece si sono sottovalutati il distacco e la candidatura autonoma di Gianmario Spacca, il presidente uscente che aveva rappresentato una positiva alleanza tra borghesia produttiva e centrosinistra». Un recente convegno di Articolo 1 ha affrontato l’analisi della tempesta elettorale perfetta. I presupposti della «svolta epocale» sono stati inoltre individuati «negli strascichi di una crisi economico-occupazionale che si protrae dal 2008, nel terremoto e nella pandemia». Il sisma ha avuto conseguenze nelle province del cratere (Macerata, Fermo, Ascoli Piceno), a Pesaro e Ancona ha pesato di più la contrarietà alla «gestione neo-privatistica della sanità». «L’antifascismo di maniera – afferma Carnaroli – non ha alcuna presa su chi ha un figlio senza lavoro da anni o la casa ridotta in macerie. Più che un’adesione al programma del centrodestra, si è trattato di un voto punitivo verso il centrosinistra, del tipo: te la facciamo pagare, adesso ti svegli. Nel 2015 Ceriscioli aveva vinto con il 41 per cento, circa 20 punti in più del candidato a 5 Stelle e 23 punti in più di Francesco Acquaroli. Dopo cinque anni abbiamo un chiaro effetto mobilitazione a vantaggio del centrodestra, perché l’affluenza alle urne aumenta di 10 punti fino al 59 per cento, pari a una crescita di 125.000 votanti in termini assoluti». Ecco che, nell’analisi della tempesta elettorale perfetta, prendono corpo le ondate. «Nelle province di Macerata e Fermo – conclude Carnaroli – il Pd diventa il terzo partito, mentre Lega e Fratelli d’Italia arrivano primi e secondi. In provincia di Fermo Fratelli d’Italia passa dal 4.8 per cento del 2015 al 23.3 del settembre scorso. Nelle due province su 95 Comuni in totale il candidato del centrosinistra ne vince tre che, sommati tra loro, non arrivano a 1.500 votanti». Tempesta elettorale perfetta o maremoto che sia stato, al centrosinistra rimangono le macerie e il compito di ricostruire. Come? «Risulta necessario e urgente – conclude Carnaroli – tornare al territorio e in particolare a quelle zone rurali e montane che a settembre hanno consumato la loro vendetta, sentendosi abbandonate dal centrosinistra. Ritornare in quei territori significa però completare infrastrutture come Quadrilatero, Fano Grosseto e raddoppio della Falconara Orte, che possano rilanciare le economie locali».

scarpe firmate
scarpe moda
moda donna
irish pub cantiano
arredamento interno