iliad kena Tim elettrodomestici elettronici a Cagli
carne
legno

Il dottor Alessandrini va in pensione dopo oltre 40 anni di servizio, Piccini scrive alle istituzioni per avere un sostituto: “Se da un lato c’è la volontà regionale di spingere sempre di più verso una sanità territoriale, e la trasformazione dell’ex ospedale per noi di riferimento di Cagli in ospedale di comunità ne è la riprova, non si riesce a comprendere come non si creino le condizioni per il potenziamento dell’assistenza sanitaria di base”

Dal 1° giugno a Cantiano il dottor Giuseppe Alessandrini (nella foto in alto a destra) va in pensione. All’orizzonte non si prospettano nuovi reinserimenti alla luce delle disposizioni di Asur Marche. Facile prospettare problemi logistici per tanti cittadini costretti a scegliere il proprio medico. Senza dimenticare l’età media locale piuttosto alta. A Cantiano ne resta uno, il dottor Francesco Luchetti, che tuttavia ben presto, crediamo, si vedrà raggiungere il tetto massimo di 1500 pazienti con quelli che, dal dottor Alessandrini, passeranno sotto la sua ala. Chi primo arriva meglio alloggia, i restanti dovranno rivolgersi ad altri medici che operano fuori Cantiano, la strada più percorribile è la vicina Cagli o eventualmente anche altri. Ma il sindaco di Cantiano Alessandro Piccini (nella foto a sinistra) non ci sta, evidenziando i disagi, e non solo, attraverso una missiva inviata ai vertici Asur Marche, Area Vasta 1 e alla Regione oltre che all’Unione montana del Catria e Nerone: “Voglio rappresentare la preoccupante situazione di criticità che si verrà a creare a Cantiano, riguardante la carenza dell’assistenza sanitaria di base nei confronti della nostra cittadinanza, a seguito del pensionamento del dottor Giuseppe Alessandrini, a partire dal prossimo 1 giugno 2021. Vorrei subito precisare che tale preoccupazione è mossa più da valutazioni di carattere sostanziale, che formale. Se infatti risulta proceduralmente comprensibile, come da nota Asur già recapitata ai cittadini cantianesi in carico al dottor Alessandrini, l’invito a scegliere un nuovo medico tra quelli disponibili, e che hanno possibilità di acquisire nuovi pazienti, entro il numero massimo di 1.500 mutuati, non è però accettabile, né realisticamente sostenibile, che tale parametro si applichi a realtà, come la nostra, distribuite su un vasto territorio di 84 kmq, a bassa densità abitativa e con una popolazione anziana, con frequente e costante necessità di accesso alla medicina di base.

scarpe firmate

Le preoccupazioni esposte vanno inoltre inserite all’interno di una situazione pandemica – rimarca Alessandro Piccini come quella che stiamo attraversando da ormai oltre un anno, nella quale il medico di medicina generale è di fondamentale importanza per la prima assistenza ai propri pazienti, in un contesto civico di popolazione oltre modo anziana. L’altro aspetto che vorrei sottolineare riguarda una riflessione sulla più ampia strategia sanitaria che si sta portando avanti su territori montani come il nostro, appartenenti all’area dell’Unione montana del Catria e Nerone. Se da un lato infatti, senza scendere in questa sede nel merito della decisione, c’è la volontà regionale di spingere sempre di più verso una sanità territoriale, e la trasformazione dell’ex ospedale per noi di riferimento di Cagli in ospedale di comunità ne è la riprova, non si riesce poi a comprendere come non si creino le condizioni per il potenziamento dell’assistenza sanitaria di base, che non può prescindere da un adeguato numero di medici di medicina generale sui territori. Come è infatti eticamente e professionalmente pensabile che un medico di base possa gestire con scrupolosa attenzione tutti i suoi pazienti, fino ad un massimo di 1.500, su territori come il nostro, come il Comune di Cantiano, in cui l’eventuale gestione fisica di due emergenze, in due frazioni opposte all’interno del Comune, richiederebbe l’uscita fisica dall’ambulatorio per più di mezza giornata? Un conto infatti è la gestione del massimale dei pazienti per ogni medico in una città, in cui in un raggio di pochi minuti e qualche isolato si coprono tali numeri, un conto è utilizzare tale parametro per la redistribuzioni di pazienti in un territorio vasto e difficile come quelli dell’entroterra montano. È su questo punto infatti che chiedo una vostra profonda riflessione e la possibilità di poter introdurre dei correttivi procedurali, che rispondano alle effettive esigenze della popolazione e del contesto territoriale su cui vengono calate. Tengo a precisare che da parte nostra, come amministrazione comunale c’è la massima disponibilità a creare le condizioni che possano facilitare l’inserimento di un medico aggiuntivo a servizio della nostra comunità, a partire dalla disponibilità di un eventuale spazio pubblico per l’ambulatorio e/o altro che si renda necessario. Richiedo quindi, a nome dell’intera comunità di Cantiano, di intervenire immediatamente, con ogni mezzo e soluzione possibile, al fine di risolvere questa rilevante criticità che si è verrà a creare nel territorio comunale. Ci attendiamo quindi comprensione e disponibilità nell’offrire risposte rapide e soluzioni concrete, anche al di fuori del semplice quadro normativo, che credo vada rivisto ed adattato, con eventuali appositi correttivi, per poter trattare, con pari dignità, tutti i cittadini nell’accesso ai servizi pubblici e garantiti, indipendentemente da dove nascono o si trovino a vivere. Siamo certi che la vostra dedizione alla professione unitamente allo spirito di servizio che avete sempre dimostrato ed ancora di più in questa fase pandemica, saranno di concreto aiuto anche nel risolvere tale problematica“.

moda donna
irish pub cantiano
arredamento interno
scarpe moda