Così a Roncosambaccio
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carne

Missiva de La Lupus in Fabula al sindaco di Fano Massimo Seri, all’assessore all’ambiente Barbara Brunori e all’assessore alle Soc. Partecipate Samuele Mascarin

Le isole ecologiche utilizzate come discariche. Accade più di frequente in quelle marginali (la foto è stata scattata il 9/8 a Roncosambaccio), ma l’abbandono di rifiuti fuori dai cassonetti è una pratica usuale in molti quartieri dove non sono presenti le videocamere. Questo fenomeno non deriva solamente dalla scarsa cultura ambientalista dei cittadini, ma è alimentato da una non adeguata informazione sul corretto uso dei servizi forniti da Aset Spa e da controlli insufficienti da parte di vigili urbani e di ispettori ambientali.  Aset spende oltre 400.000 euro l’anno per tenere in ordine le isole ecologiche, cioè per ripulirle dai rifiuti non differenziati abbandonati sul suolo. Le buone pratiche messe in campo in altre regioni e A.T.A. da gestori pubblici (Spa e Consorzi) però testimoniano che è il sistema di raccolta che determina sostanzialmente la partecipazione attiva dei cittadini e scoraggia comportamenti scorretti. Un buon sistema di raccolta permette una maggiore qualità nella separazione dei rifiuti e migliori rese nella vendita degli stessi alle piattaforme di recupero. In pratica oggi ci sono due metodologie di raccolta che (entrambe con pregi e difetti) garantiscono maggiori percentuali di raccolta differenziata, riducono la produzione di rifiuti, e permettono di valorizzare al meglio imballaggi e umido domestico (forsu): il sistema porta a porta spinto e il sistema a cassonetti stradali intelligenti con telecontrollo. Questi sistemi permetterebbero anche l’applicazione della tariffa puntuale sul rifiuto prodotto da ogni singola utenza, premiando chi produce meno rifiuti e differenzia meglio. È ora che il comune di Fano faccia una scelta, chiedendo ad Aset Spa di cambiare sistema di raccolta, non solo per evitare il triste spettacolo delle isole ecologiche sommerse da rifiuti, ma soprattutto per ridurne la quantità ancora alta (circa il 30%) che finisce in discarica e per responsabilizzare maggiormente i cittadini. I rifiuti non sono mai una risorsa, sono un problema di cui i produttori (aziende e utenti domestici) dovrebbero avere piena consapevolezza, facendo di tutto per ridurli e per riciclarli.

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