Secondo la capogruppo di M5S si indebolisce un presidio strategico durante la pandemia
La chiusura temporanea del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura a Pesaro è un segnale preoccupante. “Il sistema sanitario marchigiano è ancora in grado di fornire i livelli essenziali di assistenza?”, chiede la capogruppo di M5S in consiglio regionale, Marta Ruggeri, in un’interrogazione a risposta orale rivolta alla giunta Acquaroli e firmata insieme con la consigliera Simona Lupini, anche lei dei 5 Stelle. “Si sollecitano chiarimenti – spiega Ruggeri – riguardo ad aspetti di indeterminatezza inaccettabile, a cominciare dalla durata della chiusura. La giunta regionale deve dunque spiegare per quanto tempo si protrarrà la sospensione del servizio psichiatrico a Pesaro, dove e come saranno curati i suoi pazienti”. L’atto ispettivo dei 5 Stelle riepiloga le conseguenze del provvedimento comunicato dalla direzione dell’Area Vasta 1, che entrerà in vigore dal 20 dicembre prossimo: saranno persi 14 posti letto, recuperati solo in parte negli ospedali a Fano (da 9 a 11) e a Urbino (da 8 a 10). La decisione sarebbe motivata dalla carenza di infermieri e operatori socio-sanitari nelle strutture dedicate all’emergenza Covid, in particolare quella di Galantara, e senza dimenticare la cronica penuria di personale del 118. “A questo punto – prosegue Ruggeri – la giunta regionale deve dire se esistano graduatorie aperte, da cui sarebbe stato possibile attingere per effettuare le assunzioni necessarie, e per quale motivo si debba spostare ad altre mansioni il personale del servizio psichiatrico a Pesaro. Un servizio importante a maggior ragione ora, durante la pandemia, in una fase che può accentuare i disturbi psichiatrici. I rischi dell’attuale situazione sono diversi e collegati l’uno all’altro in ricaduta: impossibilità di fare fronte all’incremento delle visite domiciliari e ambulatoriali, eventuale ricorso ai pronto soccorso a Pesaro e a Fano, già sovraccarichi. La gestione dei pazienti psichiatrici coinvolge i servizi sociali e, in casi purtroppo non rari, anche le forze dell’ordine. Viene da chiedersi se, in simili situazioni, non aumenterà anche questo tipo di interventi”.





















