Il pozzo del Burano fra Cagli e Cantiano
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Nell’ultimo consiglio comunale del comune di Cagli, svoltosi il 30.12.2021, il consigliere Paolo Viti, capogruppo del gruppo consiliare ‘Il Futuro in Comune’, ha presentato un’interrogazione sulla volontà dell’Aato di riversare l’acqua estratta dal pozzo del Burano, non più nel corso del fiume sottostante, ma in una condotta che verrà poi connessa al sistema acquedottistico dell’Alto Metauro.

Il capogruppo de ‘Il Futuro in Comune’ Paolo Viti

“La mia interrogazione nasce da una doppia esigenza: fare in modo che il sindaco Alessandri dovesse informare ufficialmente l’intero consiglio comunale riguardo le decisioni e gli accordi presi con l’Aato dall’assemblea dei sindaci, cosa che riguarda in primis il nostro territorio e l’utilizzo dello strategico Pozzo del Burano e dei piani progettuali futuri su cui lavorare. In seconda analisi l’interrogazione intendeva fare il punto sull’ormai annosa situazione idrica di cui si dibatte e ci si preoccupa da tantissimi anni, senza avere mai una pianificazione chiara ed un progetto definitivo delineato e soprattutto condiviso. Si sostiene che la politica sia lenta nell’attivarsi e nel pianificare, cosa sicuramente avvenuta in questo contesto; oltre non si può andare. Sembra che la strategia di utilizzo del pozzo nei periodi di maggiore siccità accertata – prosegue il capogruppo Viti -, sia passata ad una delega che lasci ulteriori possibilità di prelievo a discrezione dell’Aato. Insomma una delega in aggiunta seppur valutata ed analizzata collegialmente. Sicuramente una maggiore concessione che potrebbe generare tranquillità di utilizzo nei beneficiari, portandoli a non realizzare quegli interventi e quelle pianificazioni di cui si parla da anni, ma mai concretamente studiate e realizzate. Si è forse perso il peso del valore di questa risorsa interna limitata, che dovrebbe essere spesa concretamente mettendo sull’altro piatto della bilancia una strategia volta a realizzare un piano vero di opere funzionali a portare un equilibrio idrico, con invasi appropriati, opere di recupero delle acque piovane, contenimento delle perdite idriche accertate, valutazione di impianti di desalificazione ed un uso diversificato di acque ad uso alimentare rispetto ad acque funzionali ad altri servizi quotidiani. Abbiamo visto in passato che ciò che è stato preso in termini di captazione, mai più ci è stato ridato e mai nulla è stato rimodificato. Sembra che i problemi idrici siano sempre altrove, senza capire che questa strategia li ha già portati anche qui nel nostro territorio. Possibile che non si riesca a valutare le nostre esigenze idriche (molti doveri e nessun diritto apparente) in zone che vedono per alcuni mesi dell’anno i nostri fiumi al di sotto della loro portata idrica. Si ritiene che questo accordo finirà per penalizzare ulteriormente le nostre zone, già fortemente saccheggiate in questi anni, con il sempre solito dare senza nulla ricevere. Questa potrebbe essere una situazione in futuro difficile da rinegoziare. Il consiglio comunale è stato informato delle richieste specifiche presentate dai sindaci, ma l’impegno di questa prima interrogazione ha lo scopo di richiedere in fasi successive a chi seguirà concretamente gli studi della costruzione del progetto complessivo, di aprire un reale confronto, dell’analisi di criteri e dei metodi da porre in essere, chiedendo conto dei tempi di realizzazione, di cui il primo step dovrebbe vedere la pulizia degli invasi esistenti e la canalizzazione dell’acqua prelevata. Vigileremo – conclude Paolo Viti – su una questione vitale per il nostro territorio.”

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