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Doveva servire con tutta probabilità a rilanciare la fusione tra Aset e Marche Multiservizi, ma è finita per rafforzare il percorso trasparente avviato con l’avviso pubblico per il digestore. Questa è la sintesi che possiamo fare dopo aver letto la relazione redatta da Aset per analizzare gli scenari futuri della società, che riporta anche la firma del presidente Reginelli nonostante l’assenza di un mandato del consiglio comunale. Come emerso in commissione garanzia e controllo, il documento è stato presentato al consiglio di amministrazione di Aset lo scorso 9 dicembre tra le “varie ed eventuali”, pochi giorni prima della scadenza per la presentazione delle offerte sul digestore. Forse in qualcuno c’era la speranza che la manifestazione di interesse andasse deserta e ne ha approfittato per cercare di recuperare l’ipotesi della fusione con l’azienda pesarese? Alla fine le cose sono andate diversamente, con la presentazione di quattro proposte per l’impianto.
La relazione mostra scetticismo per il mantenimento della gestione in house, soprattutto per gli effetti del ddl Concorrenza, che però non la esclude e comunque deve essere ancora approvato e successivamente attuato. Al riguardo, il consiglio comunale ha votato compatto un nostro ordine del giorno per modificarlo.
Ancora, si afferma che le attuali dimensioni dell’azienda sarebbero limitative rispetto all’esigenza di aumentare gli investimenti, ma per raggiungere questo obiettivo non è necessario annegare Aset in qualcosa di più grande e lontano dai cittadini, bensì è possibile attivare collaborazioni puntuali con altri partner sul mercato, esattamente come sta avvenendo per il digestore. Ecco perché la relazione finisce per assecondare l’iniziativa promossa con la mozione approvata all’unanimità lo scorso luglio, tanto più che cita esplicitamente la possibilità di costituire associazioni temporanee di impresa (ATI), senza necessità di fusioni, nella malaugurata ipotesi in cui l’azienda fosse costretta a partecipare alle gare per acqua e rifiuti. Su determinati interventi, esistono poi le ghiotte occasioni aperte dal PNRR, per esempio quelle sui cassonetti intelligenti, che qualche Comune del pesarese ha già colto, sperando che lo facciano anche i Comuni soci di Aset, a partire da Fano. La richiesta che torniamo a porre è quindi quella di poter esaminare il prima possibile le offerte di collaborazione pervenute per il digestore, dopo aver ribadito con la mozione in discussione nel prossimo consiglio di martedì che va esclusa per Aset ogni eventuale ipotesi di fusione con società che non siano completamente pubbliche.
Tommaso Mazzanti
Francesco Panaroni
Giovanni Fontana

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