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“Esprimiamo orgoglio e riconoscimento per la qualità e la finalità della ricerca scientifica che porta a Cantiano (nella zona di San Crescentino, al circolo culturale Balbano) uno dei siti a carattere geofisico più all’avanguardia d’Europa e tra i più avanzati nel mondo, un laboratorio nel panorama internazionale, dove scienziati di tutto il mondo si recheranno a testare le loro idee sui processi di generazione dei terremoti”. Così il primo cittadino Alessandro Piccini si esprime sui lavori che in questi giorni interessano l’area citata. “Ringrazio il geologo Lauro Chiaraluce dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) per il coordinamento e il lavoro realizzato in questi giorni e le finalità dell’attività scientifica, che fa diventare di Cantiano, uno dei siti più avanzati al mondo per la ricerca sui terremoti, un osservatorio geofisico a carattere multidisciplinare, progettato per lo studio dei processi di deformazione tettonica (nel nostro caso, attivi lungo un sistema di faglie estensionali dell’Appennino settentrionale) e per l’identificazione dei processi di preparazione dei terremoti”. “Fino a non molto tempo fa – argomenta il dottor Chiaraluce, lo studio dei terremoti veniva infatti sostanzialmente effettuato solo attraverso l’utilizzo di dati sismologici derivanti da stazioni sismiche che registrano il moto del suolo appunto durante l’evento sismico. Invece noi abbiamo deciso di investire risorse finanziarie e umane nella creazione di un’infrastruttura di ricerca permanente, capace di effettuare un monitoraggio di un sistema di faglie attive in modo appunto multi-parametrico e ad altissima risoluzione, ossia attraverso un numero elevato di stazioni oltre che sismiche, anche geodetiche (GPS) e geochimiche. Il sistema di faglie monitorato è quello dell’Alta Valle del Tevere, dominato in profondità dalla presenza di una grande faglia nota in bibliografia con il nome di faglia Alto Tiberina (ATF), una struttura geologica che si estende dal nord di Perugia fino a San Sepolcro e che per le sue dimensioni (60x30km) potrebbe generare un forte terremoto, fino a magnitudo 7. Ricordo che la magnitudo dell’evento di Norcia del 2016 era di 6.5 e quello dell’Irpinia 1980 di 6.9 (…). A Cantiano stiamo costruendo uno dei 6 siti che chiamiamo sito osservatorio in quanto in uno stesso posto installiamo una seria di strumenti diversi; nel dettaglio: un sensore sismico in superficie ed uno in pozzo, un sensore di strain (deformazione – strainmeter) in pozzo, un sensore di pressione in pozzo, un’antenna GPS in superficie e una piccola stazione meteo sempre in superficie. Tutti questi strumenti invieranno dati in tempo reale al nostro centro di acquisizione dati centralizzato di Roma attraverso connessione satellitare, e anche presso la nostra sede regionale di Ancona, per garantire ridondanza nella conservazione del dato”.
“Anticipiamo che sarà nostra prossima intenzione, come amministrazione comunale, creare un momento informativo e divulgativo, assieme all’INGV, alle Università coinvolte ed i vari partners scientifici al fine di informare la cittadinanza dell’attività di studio in corso alla luce dei primi dati scientifici elaborati. Ringraziamo ancora una volta i vari soggetti coinvolti, per il loro alto profilo professionale e per l’importante finalità che stanno perseguendo nel tentativo di poter prevedere i terremoti, orgogliosi della qualità della ricerca scientifica che sappiamo esprimere e del valore dello studio. Onorati di aver contributo ed agevolato, come Comune di Cantiano, per la nostra piccolissima parte, l’attività di ricerca scientifica”.

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