URBANIA A tutti gli effetti formati come Gev, guardie ecologiche volontarie dopo aver frequentato il corso organizzato dalla facoltà di giurisprudenza all’Università di Urbino. Il riconoscimento ufficiale vale però per coloro che hanno aderito da fuori regione Marche. Per gli altri, la maggioranza, no. Una questione di lana caprina. O se si preferisce di burocrazia le cui pieghe spesso e sovente assomigliano più a spire soffocanti. Resta il fatto che la Provincia di Pesaro blocca ogni migliore intenzione. Se non interviene la Regione il rischio è che tutto si trasformi in una triste storia senza logica. «Sono stati 24 i candidati che hanno frequentato il corso indetto dalla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Urbino – fanno sapere dalle Gev pesaresi -. Età media sui 40 anni. C’era anche una signora di oltre 70 anni ed un giovane appena laureato di 30 anni. Dei 24 allievi uno è laziale e due della provincia di Rimini arrivati appositamente da lontano per fare il corso». Per capire meglio bisogna fare riferimento alla legge regionale 29/1992 ovvero la normativa che attiva la figura di Gev. Nel dispositivo la Regione aveva delegato la Provincia con il compito di coordinare le guardie ecologiche attraverso apposite convenzioni. Non solo, la stessa Provincia, il riferimento è all’art. 6, aveva in carico anche la formazione tramite corsi preparatori da concludersi con un apposito esame teorico-pratico. Nel 2015 alle Province, diventate enti di secondo livello, sono state tolte le competenze formative ritornate alla Regione. Processo formativo a sua volta depennato dai corsi regionali per quanto riguarda le Gev. Giocoforza è subentrata la preziosa attività dell’università tramite la piattaforma di E-learning a cominciare da luglio 2020 con il pieno riconoscimento da parte della Regione con apposito provvedimento della giunta. L’università rilascia il proprio attestato e la regione il suo con tanto di marca da bollo. Il più sembra fatto. «Inviamo la richiesta di decreto alla Prefettura e la richiesta di nomina alla Provincia – proseguono i referenti Gev -. Il vero compito spetterebbe alla Prefettura essendo le Gev inquadrate in seno al Ministero dell’ambiente. Per sbloccare la situazione che dura da troppo tempo la Regione dovrebbe intervenire direttamente visto che la Provincia rappresenta un aggravio amministrativo e nulla più». A conti fatti, oggi come oggi, «la Provincia, bloccando le nomine, non permette l’avvio dell’acquisizione del decreto in prefettura, pur avendo patrocinato il corso ed il suo presidente partecipato alla giornata inaugurale. La Regione non modifica il proprio dispositivo pur essendo la Provincia declassata e non avendo più la stessa la formazione nei suoi compiti». Una storia che va avanti da troppo tempo e che sarebbe buona cosa sbloccare una volta per tutte.






















