Recriminazione, rimpianto, fiducia per il prosieguo e voglia di riscatto. È stato un viaggio di ritorno verso casa scandito da sentimenti contrastanti quello di Marco Gaggi, che nel GP di Catalogna – il secondo di questa edizione della categoria Supersport 300 del Mondiale di Superbike a due settimane dal quinto e decimo posto dell’esordio di Assen in Olanda – si è ritrovato quasi con un pugno di mosche in mano dopo aver accarezzato l’idea di chiudere in entrambe le gare nelle primissime posizioni attraverso altrettante rimonte da applausi. Alla fine ha infatti concluso rispettivamente diciassettesimo e tredicesimo, piazzamenti che gli hanno fruttato appena 3 punti per una classifica generale che adesso lo vede all’undicesimo assoluto a quota 20 e terzo del lotto degli italiani. Il weekend sul circuito di Montmeló – Barcellona non era cominciato sotto i migliori auspici per il diciannovenne portacolori del Comune di Fano, rimasto indietro in Superpole assieme ad altri piloti tra i più veloci anche per colpa di una discutibile gestione della Direzione Gara. Da ventiquattresimo in griglia di partenza era risalito sino alla settima posizione in gara 1, dove al penultimo giro, mentre stava per inserirsi nella pattuglia là davanti, è stato falciato da un avversario. Ha poi avuto la prontezza di rialzarsi, riprendere la moto e completare la corsa, giungendo diciassettesimo. Stesse premesse in gara 2 con una risalita sensazionale addirittura sino alla testa solitaria del gruppo, salvo però essere spinto a lato nella curva iniziale dell’ultimo giro e, essendo in diversi tutti appiccicati, scivolare indietro chiudendo tredicesimo. Marco Gaggi, testimonial di Amici Senza Frontiere e sostenitore di Fondazione Maruzza Cure Palliative Pediatriche ed Associazione Fibromialgia Italia AFI ODV, si prepara ora per il terzo appuntamento iridato, in calendario il 3 e 4 giugno a Misano






















