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Due interrogazioni sull’ospedale di Comunità di Fossombrone in consiglio regionale da parte di Micaela Vitri (Pd) e Marta Ruggeri capogruppo M5S. Sulla Casa di Comunità di Fossombrone «non bastano le rassicurazioni dell’assessore alla sanità Saltamartini perché i fatti parlano chiaro – commenta la consigliera regionale Micaela Vitri al termine dei lavori della pubblica assiste -. La farmacia ospedaliera e il deposito risultano smantellati, la radiologia ridotta a funzionare solo il mattino, l’endoscopia da due volte la settimana passa a una sola, il macchinario per ecografia funziona una volta ogni 15 giorni, il laboratorio di analisi non effettua più le urgenze e il 118 ha carenza di medici». Una situazione preoccupante. «Come se non bastasse – aggiunge la Vitri – aumentano le segnalazioni di persone che hanno trovato chiuso l’ex pronto soccorso, ora ridotto ad Ambulatorio di continuità assistenziale primaria (Acap)». Aggiunge la consigliera regionale: «Ho presentato un’interrogazione, firmata anche dal collega Andrea Biancani in consiglio regionale, ma la risposta dell’assessore Saltamartini non ci rassicura. La verità è che la struttura di Fossombrone è ridotta a una succursale di Pergola come detto esplicitamente dalla direttrice dell’Azienda sanitaria territoriale di Pesaro-Urbino, che, annunciando l’assunzione di un medico a febbraio per l’endoscopia, ha aggiunto che si tratta di un percorso più ampio che renderà l’ospedale di Fossombrone un punto dì riferimento per i cittadini che insistono su quella struttura anche per sostenere l’attività del nosocomio di Pergola come prevede il Piano sanitario. Il 6 settembre 2020, durante la campagna per le elezioni regionali – sottolinea la Vitri – Acquaroli e Meloni davanti al nosocomio di Fossombrone avevano promesso di riaprire tutto e invece stiamo assistendo a un progressivo smantellamento dei servizi. Marta Ruggeri sottolinea che l’assessore Saltamartini non ha risposto «in merito al disagio riscontrato da alcuni utenti durante le vacanze natalizie presso l’ospedale di comunità di Fossombrone. Il 28 e 31 dicembre sono risultati assenti i medici del 118, l’1 e 2 gennaio i medici della guardia medica e quelli di cure intermedie. Nell’atto presentato – prosegue la capogruppo del M5S – avevo precisato che con la gestione dei turni dei medici deve essere garantita la presenza del medico del 118 in aggiunta alla presenza o della guardia medica nei giorni festivi o del medico Acap/cure intermedie nei giorni feriali. Tutto ciò è inaccettabile come inaccettabile è che alla domanda sulle misure da adottare per evitare che l’incresciosa e preoccupante situazione si possa ripetere non ho avuto alcuna risposta. Se i servizi del territorio sono carenti, è chiaro che chi ha bisogno è obbligato a rivolgersi ai pronto soccorso, di norma già intasati, o al 118, i cui operatori, già sotto stress per l’eccesso di lavoro, rischiano quotidianamente la vita come purtroppo avvenuto».

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