Una legge fortemente voluta dal primo firmatario consigliere Carlo Ciccioli, presentata guarda caso all’inizio della sua campagna elettorale per le elezioni europee e partita con grandi ambizioni. Ma dopo un iter quantomeno complesso nella commissione competente, caratterizzato da rinvii, tagli e modifiche, la montagna ha partorito un topolino. Cassato il progetto MULA (ovvero Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo), dopo un salutare “dietro-front” sulla soppressione dell’Associazione Università per la Pace grazie ad una sollevazione corale a difesa di questa benemerita istituzione da parte di Enti, associazioni e cittadini, nella versione approvata nell’Assemblea legislativa regionale la legge contiene solo tante affermazioni di principi e di buone intenzioni. Più che di una legge, oggi si sentirebbe il bisogno di delibere di Giunta ed atti amministrativi idonei ad accompagnare gli Uffici regionali nell’attuazione degli obiettivi già previsti nella Strategia macroregionale e nel raggiungimento dei risultati auspicati. Ma lavorare sui dossier è notoriamente più impegnativo che esercitarsi in mere dichiarazioni di principi. In ogni caso, in un contesto di cooperazione internazionale nel quale pretende di operare questa legge, prima di legiferare si dovrebbero stringere degli accordi in via politica e amministrativa con gli altri Stati membri aderenti alla Strategia macroregionale, e nell’ambito degli istituti previsti dalla stessa. In definitiva, un atto inutile.
Marta Ruggeri, capogruppo M5S in consiglio regionale e relatrice di minoranza






















