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FOSSOMBRONE Una notizia sconvolgente che ha fatto il giro da un angolo della provincia all’altro e non solo. Un agente della polizia penitenziaria della casa di reclusione di Fossombrone è stato tratto in arresto giovedì scorso con l’accusa di corruzione. Vendeva telefonini e apparati di supporto. È finito in carcere. La notizia è stata confermata da fonti autorevoli che hanno chiesto di non essere citate. L’agente in questione è di Acqualagna. Si è appreso che nel recente passato avrebbe avuto disaccordi con la direzione. Forse perché mentre cercava di apparire quello che in realtà non è sentiva sempre più addosso il peso del sospetto. Le indagini sono state condotte dal Nir nucleo investigativo regionale della polizia penitenziaria di Bologna. Sono scaturite a seguito del rinvenimento di telefonini cellulari impropriamente in possesso dei detenuti. A seguito dei successivi controlli effettuati nell’abitazione del poliziotto tratto in arresto sono stati trovati altri cellulari e accessori come caricabatterie ed auricolari oltre ad una consistente quantità di denaro quasi certamente frutto della corruzione. Le indagini sono state sollecitate dalla direzione della casa di reclusione forsempronese e condotte dalla Procura della Repubblica di Urbino, con l’intervento sul campo, come detto del Nir della polizia penitenziaria.

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