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Definire l’Ambito Sociale 6 “di centrodestra”, come ha fatto pubblicamente il sindaco Serfilippi, è una distorsione che tradisce una visione limitata. L’Ambito Sociale è un luogo di programmazione e di gestione di servizi rivolti a tutti, non uno strumento di spartizione politica. Durante il mio mandato da Presidente del Comitato dei Sindaci il colore politico non è mai stato un criterio: l’obiettivo è stato sempre sviluppare una gestione associata per garantire equità ed efficacia degli interventi in ogni comune, senza distinzioni.

Serfilippi parla di “svolta” dell’ATS 6 con la sua elezione a Presidente e con il riconoscimento di Fano come ente capofila. Forse era distratto dal doppio ruolo di Consigliere comunale e regionale e dimentica che Fano era già capofila e l’ex Sindaco Seri mi aveva delegato al ruolo di Presidente, con piena fiducia nel progetto di rafforzamento dell’Ambito. Al contrario, oggi il nuovo Sindaco mantiene per sé quella carica, dimostrando poca fiducia verso l’assessore Tarsi. Nei cinque anni precedenti, Fano si è aperto al territorio e ha responsabilmente sostenuto l’Ambito con risorse e personale, migliorando gli interventi anche nei comuni più piccoli. Ora invece, la direzione presa sembra chiusa e politicizzata, con poco interesse verso il potenziamento dell’Ambito Sociale che non è nemmeno menzionato nelle Linee Programmatiche approvate dall’attuale amministrazione.

Una prova evidente sta nella volontà dichiarata da Serfilippi di creare l’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona (ASP), dopo che lo scorso anno aveva contribuito a bloccarne la costituzione per fini elettorali. Infatti, ha già indicato il segretario del suo partito di Fano (Brandoni) come futuro presidente, senza condividerlo con gli altri Comuni. Inoltre ha anticipato di preferire un Consiglio di Amministrazione in cui l’ente capofila eserciti il suo peso, quindi con logiche di spartizione politica e con Fano dominante. Al contrario noi avevamo optato per un amministratore unico, competente e condiviso da tutti i sindaci, per garantire autorevolezza all’ASP e non togliere potere di indirizzo politico all’assemblea dei sindaci o assessori delegati.

Un altro esempio di questa “deriva politicistica” sono le recenti nomine del CdA della Fondazione di Comunità Fano Flaminia Cesano. I 4 posti che spettano al Comune, il Sindaco Serfilippi li ha assegnati alle forze politiche di maggioranza, escludendo una rappresentanza dei Comuni dell’Ambito e delle competenze del mondo accademico e sociale, come aveva fatto l’amministrazione Seri. Questo rischia di distorcere o soffocare la funzione della Fondazione di Comunità di stimolo e di promozione delle migliori progettualità del Terzo Settore.

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Serfilippi continua poi a definire “burocratica” la precedente gestione dell’ATS 6, con poco rispetto della dedizione e delle capacità del personale, ma è smentito dai risultati tangibili ottenuti su tutto il territorio. Inoltre è in contraddizione con la riconferma unanime della coordinatrice d’Ambito Roberta Galdenzi: se ha ottenuto il consenso di tutti i sindaci, oltre che per la sua professionalità, è perché ha saputo conciliare umanità ed efficienza nella gestione delle situazioni complesse.

Un sistema di welfare inclusivo deve continuare ad essere la priorità e solo un Ambito 6 più forte e agile grazie all’ASP, anche in sinergia con l’ATS 7 e integrato col Distretto sanitario, potrà rispondere ai bisogni reali delle persone, senza lasciarsi condizionare da giochi di potere o interessi di partito.

 

Dimitri Tinti - Consigliere comunale PD Fano

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