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“Il dibattito creato da alcuni colleghi di centro destra del Montefeltro si è ridotto quasi a livelli surreali, dove l’ultras sostituisce il pragmatismo dell’amministratore e dove si viaggia per slogan invece di far proposte serie”, così Emanuele Feduzi, sindaco di Fermignano, risponde a quanto dichiarato da alcuni sindaci di centrodestra nei giorni scorsi.
“Il dibattito a cui abbiamo assistito domenica a Macerata Feltria alla presenza del candidato alla presidenza della regione Marche, Matteo Ricci, e del presidente PD, Stefano Bonaccini, credo sia stato un incontro nel quale sono scaturite molte proposte serie e concrete da poter calare nel nostro territorio per migliorare il servizio sanitario attuale – dice Feduzi – ovviamente sono state fatte anche critiche  oggettive ed inconfutabili che vanno al di là della tifoseria a cui i colleghi appartengono, E’ innegabile ed oggettivo che la qualità del servizio offerto dal sistema sanitario regionale, nonostante gli operatori diano il 100%, non sia migliorato come aveva promesso il centrodestra nella scorsa campagna elettorale – aggiunge – era stato promesso l’impossibile ai marchigiani che, ovviamente, dopo 5 anni di lavoro senza una programmazione seria, se ne stanno accorgendo”.
“Avrei preferito che gli stessi chiedessero la convocazione dell’assemblea di area vasta, cosa che invece abbiamo dovuto fare noi sindaci civici e di centro sinistra, e che chiedessero a gran voce l’intervento dell’assessore regionale di riferimento che, nel frattempo, è stato commissariato dal suo partito con la creazione del sottosegretario alla salute – continua Feduzi – almeno avremmo potuto chiedergli come risolve il problema delle impossibilità di prenotare le visite mediche o del fatto che chi abita a Carpegna venga ricoverato a Pergola costringendo così il cittadino a un viaggio della speranza, così come gli avremmo chiesto quali strategie vogliano mettere in campo per una sanità territoriale di cui c’è una forte necessità e che è sparita dai radar – aggiunge – affermare che la sanità romagnola non sia una sanità di riferimento è ipocrita e vuol dire essere solo tifosi di Acquaroli. È da sempre considerata la miglior sanità a livello nazionale e lo testimoniano le migliaia di pesaresi che in questo momento si vanno a curare proprio in Emilia-Romagna – continua – dovrebbero forse chiedere all’assessore regionale alla sanità di spiegare perchè un marchigiano su 10 rinuncia alle cure (il valore in Italia più alto dopo la Sardegna) e perchè nel 2022 abbiamo avuto un’emigrazione ospedaliera del 13.4% (ben 5 punti percentuali sopra la media nazionale) – conclude – consiglio agli amministratori e agli esponenti di centrodestra di essere meno tifosi e di ascoltare meglio i loro cittadini affinché si rendano conto di quale sia il vero stato della nostra sanità”.

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