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Negli ultimi giorni circola su diverse pagine social un video del sindaco di Fano, Luca Serfilippi, che ha suscitato numerose reazioni. A soli quindici giorni dalle elezioni regionali, il sindaco ha scelto di realizzare uno spot di propaganda di parte, davanti all’ospedale, infischiandosene del suo ruolo istituzionale di rappresentante di tutta la comunità fanese. Colpisce poi l’insistenza su un tema come l’Ospedale Unico, che non è più al centro del dibattito politico da anni: un progetto accantonato senza che peraltro sia stata trovata una soluzione per un’offerta strutturata di prestazioni sanitarie di eccellenza, proprio ciò che manca nella nostra provincia e che continua ad alimentare la mobilità passiva, costringendo tanti cittadini a curarsi altrove fuori regione. Da un sindaco che rivendica l’importanza della “filiera di governo” ci si aspetterebbe piuttosto un bilancio dei risultati concreti raggiunti in cinque anni di amministrazione regionale e in quattro anni di governo nazionale. Invece assistiamo a un attacco scomposto, diretto esclusivamente al Partito Democratico, del tutto strumentale perché incentrato su un argomento ormai superato.

Ma quali sono i risultati reali del centrodestra in tema di sanità? Tre, semplici e sotto gli occhi di tutti:

– liste d’attesa sempre più lunghe;

– ⁠mobilità passiva sempre più in crescita;

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– ⁠sempre più cittadini che rinunciano alle cure.

Il presidente Acquaroli è arrivato ad attribuire l’aumento delle liste d’attesa ai marchigiani stessi, colpevoli di “richiedere troppe prestazioni”; il sindaco Serfilippi, invece, ha scaricato la responsabilità dell’aumento della mobilità passiva sui medici, accusandoli di garantire priorità ai pazienti marchigiani fuori regione e di lasciare chiuse le liste di prenotazione negli ospedali pubblici locali.

Incredibile ma vero: per Acquaroli e Serfilippi i responsabili della crisi sanitaria non sarebbero coloro che governano, ma cittadini e medici! Una posizione non solo inaccettabile, ma anche offensiva. La verità è chiara: in cinque anni hanno indebolito la sanità marchigiana, inseguendo promesse populiste di “ospedalità diffusa” con cui fingono di accontentare tutti ma di fatto non rafforzano nessuno. Servirebbe invece una rete sanitaria moderna, con un vero investimento nella sanità di prossimità: più servizi territoriali, Case di Comunità, prestazioni diagnostiche e specialistiche più accessibili alle persone. Insomma, da una parte c’è chi governa facendo propaganda, cercando alibi e scaricando le colpe; dall’altra ci sono gli operatori sanitari che ogni giorno, con sacrificio, tengono in piedi un sistema sempre più indebolito e di cui i cittadini pagano le conseguenze. Il problema non sono loro: il problema sono cinque anni di centrodestra in Regione che hanno trasformato il diritto alla salute in una corsa a ostacoli, e nemmeno per tutti.

Il segretario e il gruppo consiliare Pd Fano

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