
da Comitato Ciclovia del Metauro
Incredibilmente si continua a promettere il ripristino della ferrovia, nonostante una documentazione imponente dimostri che ciò non è possibile per motivi tecnici, economici e di sicurezza. Si spera che queste note, e quelle che seguiranno, contribuiscano a convincere anche i decisori politici che la soluzione giusta non è la ferrovia ma la pista ciclabile.
- Nei primi anni dell’unificazione, in Italia le ferroviarie hanno un grande sviluppo; si muove anche il sindaco di Fano: “Il Sig. Cav. Alberti è stato incaricato ispezionare varie parti di questo territorio per quelli studi che gli sono necessari a redigere un progetto di Ferrovia che da Fano, lunghesso il Metauro, deve far capo ad Arezzo, e che quando fosse attivato tornerebbe del più grande vantaggio per questa Città”. Ma per decenni il progetto non va avanti nonostante l’interessamento di autorità locali e nazionali.
- Al Carnevale di Fano si assegnano i premi: “Il secondo (L. 180) toccò alla Ferrovia Metaurense, una graziosissima satira nella quale in un treno composto di locomotiva, tender e due vagoni facevano bella mostra ministri dei lavori pubblici, senatori e deputati della provincia, sindaci … tutti seri seri nel grave costume delle inaugurazioni. Poco dopo però, come per incanto, pezzi grossi e pezzi piccoli si trasformarono in tanti allegri e vispi pagliaccetti.”
- Fortissime proteste per le decisioni negative giunte da Roma. A Fossombrone un comitato composto da eminenti personalità “invita i quattro deputati della provincia a perorare personalmente presso i due ministeri il disbrigo delle pratiche … perché sia data quanto prima la concessione della linea, fatta già ripetutamente sperare”. Anche il sindaco Chiavarelli è “animato dal più vivo desiderio che gli antichi voti del paese e della intera Valle Metaurense siano finalmente e presto accolti”.
- Per esigenze militari viene aperto il tratto Fano – Fossombrone; si teme che le cannoniere austriache distruggano la linea costiera. Per il trasporto pubblico tra pochi anni verranno utilizzati autobus, torpedoni e autocarri molto più convenienti di un treno.
- Funziona bene la S.T.A.E. (Società Trasporti Auto-Elettrici); con i suoi mezzi elettrici utilizza strade già esistenti, può arrivare anche in collina, sta ampliando orari e bacino di utenza. Nel 1924 tra Fano e Pesaro offre sei corse al giorno e vuole coprire la Valle del Metauro. La Società Ferrovie e Tramvie Padane perde clienti e non è contenta.
- “… bisogna riconoscere che i mezzi di comunicazione offerti dalla Metaurense sono del tutto inadeguati ed irrisori … E’ mai possibile che un abitante dei Comuni di Saltara, Cartoceto, Serrungarina, Montemaggiore per un affare qualsiasi di un’ora di tempo debba rimanere fuori una giornata? … E quali ragioni debbono esservi che non debba il servizio arrivare fino a Calcinelli? … Che non possa rimuoversi l’ostacolo che frappone la Società delle Padane, gestente la Metaurense? Sarebbe veramente vergognoso che interessi di speculazioni private dovessero portare danni cosi gravi al pubblico bene.”
- “La corsa Fano – Cuccurano esercita dagli autobus della Stae col primo luglio è stata soppressa. Invece è istituita la fermata per i viaggiatori della Metaurense a Rosciano per tutti i treni di quella linea. Ci sembra che questa agevolazione non compensi affatto l’abolizione degli autoelettrici assai più comodi per i numerosi abitanti sparsi nelle ville e nei casali lungo la Flaminia”.
1926.”L’on. Mariotti ha avuto assicurazione che il Circolo Ferroviario di Ancona ha già da alcuni giorni proposto al Ministero la riattivazione dell’auto servizio elettrico Fornace Fucili – Fano”.
- Degli “autoelettrici” non si hanno notizie. Nonostante le agevolazioni, la società privata “gestente la Metaurense” fallisce e la ferrovia viene chiusa.
- In piena guerra, “l’amatissimo Duce” Mussolini fa riaprire la linea, la “regala” alle Ferrovie dello Stato e “dopo dieci anni di stasi, premia le vivissime e legittime aspirazioni delle forti masse rurali della vallata del Metauro.”
- La ferrovia viene distrutta dai bombardanti. (Continua)
Nelle immagini: l’orario della S.T.A.E. nel 1924; i mezzi di trasporto già in funzione negli anni Venti






















