Dalla narrazione condivisa alle passeggiate urbane, fino all’immaginazione del futuro del paese. Il progetto Memoria Futura – Radici e semi di comunità prosegue a Cantiano con un percorso aperto alla cittadinanza che mette al centro ascolto, memoria, legami e possibilità di trasformazione del territorio.
Laboratori narrativi aperti a tutti
Dopo il primo appuntamento, entrano nel vivo i laboratori narrativi di Memoria Futura, in programma sabato 14 e sabato 28 febbraio, dalle 10 alle 12, nella Sala della Cultura – ex anagrafe del Comune di Cantiano. La partecipazione è libera e gratuita, senza obbligo di aver preso parte agli incontri precedenti e senza necessità di esperienza di scrittura. I laboratori sono pensati come uno spazio accogliente, in cui non serve arrivare con una storia pronta. C’è chi sente il bisogno di raccontare, chi di ascoltare, chi semplicemente di fermarsi un momento. Le parole – quando arrivano – nascono da immagini, ricordi condivisi, frasi lette insieme. E quando non arrivano subito, anche il silenzio diventa parte del percorso.
Narrare come pratica di cura e costruzione di comunità
La narrazione non è intesa come esercizio tecnico o letterario, ma come pratica di cura, strumento di ascolto ed elaborazione dell’esperienza. Attraverso testi brevi, parole chiave e momenti di restituzione guidata, i partecipanti sono accompagnati dalla storia collettiva al racconto personale, nel rispetto dei tempi, delle emozioni e dei vissuti individuali. Il laboratorio diventa così un luogo in cui riconoscersi nelle storie degli altri, rafforzare legami e rimettere in circolo memorie, domande e possibilità. Un’occasione per attraversare insieme il cambiamento e immaginare nuovi modi di abitare la comunità. Questa fase rappresenta la conclusione del primo ciclo del progetto Memoria Futura, promosso dalla Chiesa diocesana eugubina, insieme alla cooperativa sociale Il Sicomoro e all’associazione culturale La Medusa, con il sostegno del Fondo di beneficenza di Intesa Sanpaolo. «Entrare ora nel percorso – spiegano gli animatori – significa contribuire a un racconto collettivo ancora aperto, in cui ogni nuova presenza arricchisce il cammino».
A marzo le passeggiate urbane: osservare Cantiano con occhi nuovi
Dalla narrazione si passa ai luoghi. A marzo prende avvio la seconda fase del progetto, con le passeggiate urbane partecipate, in programma il 15 marzo e il 12 aprile. Durante le camminate, cittadine e cittadini saranno invitati a fermarsi nei luoghi significativi del paese, condividendo ricordi, domande e idee per il futuro degli spazi comuni. Un modo per tornare ad abitare Cantiano non solo come luogo da attraversare, ma come territorio da comprendere e di cui prendersi cura.
Immaginazione urbana: dai ricordi ai progetti concreti
Il percorso proseguirà con i laboratori di immaginazione urbana, previsti indicativamente tra il 18 e il 19 aprile e tra il 5 e il 9 maggio (le date definitive saranno comunicate a breve). A partire dai luoghi emersi come prioritari durante le passeggiate, i partecipanti lavoreranno insieme a professioniste della progettazione urbanistica a finalità sociale per immaginare nuovi usi, funzioni e significati degli spazi del paese. Non si tratta di progettazione tecnica in senso stretto, ma di un esercizio collettivo di visione, in cui desideri e bisogni diventano la base per progetti concreti e collaborazioni future tra istituzioni e reti civiche.
Giovani protagonisti del futuro di Cantiano
Un’attenzione particolare sarà riservata ai giovani cantianesi, coinvolti come interlocutori centrali di questa fase: chiamati a prendere parola sui luoghi del presente e sulle possibilità future del paese. Dalla memoria si passa all’azione immaginativa, dal racconto alla trasformazione: un invito a restare, partecipare e costruire insieme il futuro di Cantiano.





















