L’aumento del prezzo del gasolio mette sotto pressione l’autotrasporto marchigiano: 3.000 imprese, il 70% artigiane, con oltre 22.900 addetti che movimentano più dell’85% delle merci nella regione. A lanciare l’allarme è Confartigianato Trasporti Marche. I numeri forniti da Confartigianato chiariscono la portata del problema: un mezzo pesante percorre mediamente 100.000 chilometri l’anno consumando un litro ogni tre chilometri. Un rincaro di soli dieci centesimi al litro si traduce in 3.000 euro aggiuntivi per veicolo. Il carburante pesa già tra il 25% e il 35% dei costi operativi di una flotta, e anche variazioni minime, su base annua, comprimono i margini e mettono sotto pressione la liquidità aziendale. “Questa situazione rappresenta una forte preoccupazione”, dice il presidente di Confartigianato Trasporti Marche, Samuele Renzi. Il settore, prosegue la nota di Confartigianato, sta già affrontando una crescita generalizzata dei costi operativi, e il gasolio torna a essere un fattore di instabilità strutturale, senza strumenti di compensazione disponibili. Confartigianato chiede un intervento straordinario del governo per contenere i costi del carburante e invita le imprese committenti ad adeguare le tariffe. Altrimenti, avverte l’associazione, i mezzi dovranno essere fermati.






















