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«Una risposta evasiva che scarica ogni responsabilità sul governo nazionale, ignorando le leve che la Regione Marche avrebbe il dovere di azionare». È il commento di Marta Ruggeri, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio Regionale, a seguito della risposta ricevuta in aula alla sua interrogazione sul caro energia.
Di fronte a una crisi che sta mettendo in ginocchio settori strategici come l’agricoltura, la pesca, l’autotrasporto e l’industria manifatturiera, oltre a colpire duramente i bilanci familiari, la Giunta regionale ha replicato limitandosi a sottolineare che le misure sulle bollette devono essere prese a livello centrale.
«Dire che la Regione non può fare più di tanto è un alibi – incalza Ruggeri –. Mentre l’assessore si limita a parlare di bandi per la decarbonizzazione, la realtà ci dice che siamo fermi al palo. La scorsa legislatura si era schierata con un impegno preciso e unanime per favorire la diversificazione delle fonti energetiche, ma questa transizione sta procedendo con una lentezza esasperante».
La consigliera pentastellata ha puntato il dito in particolare sulla mancata attuazione di strumenti normativi già esistenti, citando un esempio emblematico: «È paradossale che la legge regionale sulle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), approvata all’unanimità nella passata legislatura, non sia finanziata da anni».
«L’unica strada per uscire da questa emergenza è accelerare con coraggio sulle rinnovabili – conclude Ruggeri –. La Regione Marche non può limitarsi a fare da passacarte dei decreti ministeriali. Servono risorse proprie nel bilancio regionale per mitigare l’impatto del carovita e serve una visione politica che smetta di rincorrere le emergenze e inizi finalmente a governarle».

 

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