“Dopo 5 mesi finalmente l’Assemblea legislativa delle Marche ha approvato all’unanimità la risoluzione sul Rapporto sulla violenza di genere 2024, che ha tenuto in considerazione anche la mozione da me presentata. Il voto comune di maggioranza e opposizione, maturato dopo una discussione aperta e pacifica, dimostra che quando si parla di diritti delle donne, di sicurezza e di libertà, la politica marchigiana sa superare gli schieramenti”. Lo dichiara la consigliera regionale Marta Ruggeri, che evidenzia come l’aula abbia scelto “di lanciare un messaggio netto: contro la violenza maschile sulle donne non c’è spazio per ambiguità, minimizzazioni o arretramenti culturali. La Regione Marche deve essere compatta e determinata”. “Con questa risoluzione – aggiunge – chiediamo un salto di qualità politico e istituzionale: rafforzare la rete dei Centri Antiviolenza, investire sull’autonomia delle donne, sostenere la cultura del consenso libero, attuale e consapevole, portare finalmente l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole. Senza un cambiamento culturale vero continueremo a inseguire le emergenze invece di prevenirle”. Ruggeri esprime però anche rammarico “per i cinque mesi di attesa necessari per arrivare all’approvazione di questo atto, un tempo che poteva essere ridotto considerando l’urgenza e la rilevanza del tema”. “In aula ho inoltre voluto sottolineare – prosegue – che sia nella scorsa legislatura che in questa ho presentato una proposta di legge sull’educazione all’affettività nelle scuole. Mi auguro che, finalmente, in questa legislatura ci sia data la possibilità di discuterla in Commissione, perché si tratta di un passaggio fondamentale per costruire una prevenzione reale e duratura”. Il voto unanime rappresenta “una scelta importante e non scontata, in un momento in cui nel dibattito pubblico qualcuno ancora sposta la responsabilità sulle vittime o tenta di ridimensionare la dimensione strutturale della violenza. Oggi le Marche hanno detto un’altra cosa: stanno dalla parte delle donne, senza tentennamenti”. “Questo risultato – conclude – dà forza a un percorso politico che non può fermarsi qui. Continueremo a proporre e a pretendere che gli impegni presi oggi diventino fatti, risorse e politiche concrete”.






















