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‘In quest’epoca di pazzi ci mancavano gli idioti dell’orrore’. Battiato aveva capito tutto già vari decenni addietro, riflettendo da par suo su questi tempi irreversibilmente malati. E la sua lezione pare non essere stata capita. Da molti se non da tutti. Da stucchevoli che erano le polemiche sull’abbattimento dei tigli in Piazza Andrea Costa sono diventate altro. Parecchio diverso. Molto più grave. Sterili, inutili, egoistiche, miserrime in effetti le proteste degli ambientalisti della prima e dell’ultima ora (siamo davvero curiosi di vedere quante auto hanno in garage certi paladini della natura che gridano ad uno scempio tutto da dimostrare), cavalcate ad arte da questa o quella frangia politica per chiaro tornaconto elettorale. Manifestazioni da paesello, all’insegna del NIMG, acronimo inglese che ben descrive la mente ristretta di chi difende ad oltranza il proprio piccolo orticello privato, riversando a priori ogni novità, buona o cattiva che sia, in quello del vicino. Evidentemente chi dice no a prescindere non si è ancora reso conto della portata di valenza mondiale e storica rappresentata dalla scoperta dei resti della Basilica di Vitruvio. Un evento che proietta Fano alla ribalta internazionale, con evidenti riflessi positivi sotto ogni punto di vista per chiunque, persino a vantaggio degli irriducibili barricaderi d’accatto. Ma, in obbedienza alla Legge di Murphy, è inutile litigare con chi si rifiuta di capire. Doveroso invece concentrarsi sul gesto messo in atto dall’ignoto concittadino che dalla contestazione, pur sempre accettabile purché costruttiva, è passato alle vie di fatto, trincerandosi però dietro il vile anonimato. E travalicando il buon gusto, il senso civico, il rispetto della persona e delle regole democratiche. In una parola, rendendosi protagonista del più vergognoso dei gesti e rifuggendo vigliaccamente il confronto diretto, faccia a faccia. Da uomini veri. Anche in questo caso, non vale la pena scendere al suo infimo livello scomodando i massimi sistemi. Meglio guardare avanti. Serfilippi, cui va la solidarietà di quanti hanno ancora un cervello per ragionare e lo tengono acceso, non se la prenda più di tanto. La polizia faccia il suo corso indagando sull’accaduto. E il nostro fenomeno che ha gettato il sasso ma nascosto la mano effettui un serio esame di coscienza sulla sua stupidità da bambino capriccioso. Che purtroppo lo accomuna a tanti. Ma per fortuna non a tutti.

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Sandro Candelora - (Opinionista free lance)     

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