Il pozzo del Burano fra Cagli e Cantiano
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Nei giorni scorsi ha destato l’attenzione di molti ed anche degli organi di informazione un argomento della politica pesarese: la nomina a Presidente della Multiservizi di Luca Ceriscioli già Sindaco di Pesaro e poi Presidente della Giunta regionale delle Marche. Una storia di incarichi e di presidenze, di quelle che se ne vedono ogni tanto, che destano polemiche e discussioni. Che sia “politica” non siamo sicuri, di vera politica ci pare ci sia poco o nulla ma solo attribuzione di incarichi e prebende. Da anni il Pd, il partito di Ceriscioli, si fa vanto di rivolgersi alla “società civile”, la richiama in particolare in vista delle elezioni e della formazione delle liste elettorali all’interno delle quali in genere candida appunto persone della società civile proprio a dimostrazione del fatto che quella forza politica sarebbe aperta a nuovi apporti anche di chi non è un iscritto al partito. Anche le tanto sbandierate primarie, sono aperte con squilli di tromba alla partecipazione di tutti, degli esterni, della società civile appunto. Ma c’è sempre una questione di fondo però, come mai questi esterni non vengono mai presi in considerazione quando si tratta di attribuire incarichi nelle società per le quali vengono indicati presidenti e consiglieri di amministrazione? Possibile che questa società civile tanto esaltata quando fa comodo, non serva più quando c’è da affidare incarichi in società pubbliche che tanto peso hanno nella vita dei cittadini? Mistero! Prendiamo atto. Ora la Multiservizi ha come Presidente Luca Ceriscioli, l’auspicio dell’Udc di Cagli è che intervenga sul tema del Pozzo Burano e si impegni per chiuderlo fin quando non saranno definitivi e resi pubblici i dati degli studi che la Regione Marche da oltre trent’anni finanzia sotto varie amministrazioni, probabilmente quella di Ceriscioli compreso, e fin quando non si sappia in maniera certa quali sono le vere conseguenze sul bacino idrico che lo alimenta, nonché sull’ecosistema esistente al suo interno, e senza che ci sia la certezza dei tempi di ricarica. Le grandi captazioni che vengono fatte nei periodi di “emergenza” (che poi tanto emergenze non sono visto che si ripetono sistematicamente ormai ogni anno) con l’emungimento di 300 litri al secondo per intere settimane sono una quantità enorme di metri cubi di acqua che vengono sversati direttamente nell’alveo del fiume Burano! Centinaia di migliaia di litri nell’intero periodo prelevati ogni anno sono un quantitativo enorme, ma lo scarso innevamento di questi ultimi anni può influire sulla la ricarica del “pozzo” cosa che lascia pesanti interrogativi sul futuro dello stesso e del relativo eco-sistema circostante, interrogativi che dovrebbero essere chiariti con dati definitivi, certi ed aggiornati come chiedono giustamente da sempre la popolazione del territorio ed anche l’Udc di Cagli!

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