I consiglieri di opposizione di Fossombrone contestano sia il metodo che il merito esprimendo la netta contrarietà alla decisione dell’amministrazione di trasformare radicalmente l’attuale sistema di gestione dei rifiuti, introducendo il “porta a porta” spinto per tutte le tipologie di conferimento. Attualmente, a Fossombrone il sistema misto prevede il ritiro domiciliare solo per carta, umido e secco residuo. La nuova linea della giunta imporrà invece il porta a porta integrale, eliminando del tutto i cassonetti stradali rimasti per plastica, metalli e vetro. Il primo problema di questa scelta è il metodo, commissioni azzerate e opposizione ignorata, una riorganizzazione che tocca così da vicino la vita quotidiana delle famiglie e delle imprese forsempronesi non può essere approvata a scatola chiusa, blindandola nei corridoi della maggioranza. Abbiamo assistito alla totale cancellazione del dibattito democratico: non è stata consultata una commissione comunale e non c’è stato alcun confronto con la minoranza, che rappresenta una parte importante della cittadinanza. Le decisioni calate dall’alto non sono mai un buon segnale per la comunità. La cosa più grave è che la giunta di Fossombrone ha adottato un sistema che altri Comuni stanno smantellando perché insostenibile. Il caso di Pesaro e di Marche Multiservizi è emblematico: dopo aver tolto il porta a porta dal centro storico, è stato annunciato il piano definitivo per smantellare il porta a porta in tutta la città entro il 2030, sostituendolo con le ecoisole intelligenti stradali. Persino il gestore ha ammesso che il passaggio ai cassonetti smart meccanizzati permette di ottimizzare le risorse e risparmiare, senza gravare sulle bollette dei cittadini. Perché Fossombrone va nella direzione opposta a quella del buon senso e della tecnologia?
L’opposizione vuole mettere in guardia la cittadinanza sulle pesanti controindicazioni che il modello integrale porterà con sé:
• Decoro urbano: i vicoli del centro storico e i marciapiedi dei quartieri residenziali saranno perennemente invasi da file di mastelli e sacchetti. Un danno estetico inaccettabile per una città che punta sul turismo, oltre a una reale barriera architettonica per pedoni, passeggini e disabili.
• Igiene pubblica e randagismo: La permanenza in strada di sacchi e/o contenitori per ore, esposti a vento, pioggia o all’azione degli animali, rischia di disperdere i rifiuti nelle vie, creando degrado diffuso.
• Costi lievitati e spettro di aumenti TARI: il porta a porta spinto richiede una logistica imponente, più mezzi e molto più personale per il ritiro casa per casa. Costi operativi enormi che rischiano di ribaltarsi direttamente sulle tasche dei contribuenti con un aumento della tassa sui rifiuti.
• Disagi quotidiani per le famiglie: i residenti saranno costretti a trasformare i propri balconi, garage o cucine in piccole discariche domestiche per stoccare contemporaneamente cinque o sei contenitori diversi, dovendo sottostare a calendari di esposizione rigidissimi e incompatibili con i ritmi di chi lavora.
Chiederemo che la giunta fermi immediatamente questo provvedimento unilaterale, è necessario aprire subito un tavolo di confronto nella Commissione consiliare preposta. Dobbiamo guardare alla “Differenziata 2.0”, ovvero a sistemi ibridi con cassonetti intelligenti ad accesso controllato tramite tessera, che garantiscono la libertà oraria del cittadino, tutelano il decoro e permettono la tariffazione puntuale. Condannare Fossombrone a un modello vecchio, costoso e disagevole solo per non aver voluto ascoltare nessuno è un errore che la città pagherà caro.
I consiglieri Nicola Luzi Davide Manocchi Fabio Londei






















