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La sua bottega non era solo il luogo di lavoro, ma il cuore pulsante della comunità vadese e un punto di riferimento per tutti i paesani. Era un angolo in cui si intrecciavano storie di vita, si accendevano grandi discussioni politiche, sportive e territoriali, alternandosi a risate sincere e confronti appassionati. Era l’habitat di Romano Bruscaglia, la sua barbieria. A poco più di un anno dalla scomparsa proponiamo un ricordo della nipote Margherita Rossi. In quella piccola arena, il dialogo non era solo un momento di scambio, ma una vera e propria arte nell’ascolto. Era il condividere senza pregiudizi e nello stesso tempo un arricchimento a vicenda. In quel luogo non c’erano solo clienti, ma amici che trovavano non solo il barbiere, ma un interlocutore e un compagno di viaggio, con cui condividere le piccole e grandi riflessioni della vita. Uomo con il pregio di mettersi nei panni dell’altro, capendo pensieri ed emozioni e nello stesso tempo con la virtù del non giudicare e capace di entrare in sintonia con chiunque, dai bambini del suo amato condominio, alle sale comunali. Attento ai dettagli che gli permettevano di cogliere le sfumature più nascoste dei discorsi, insegnando che l’arte del conversare non si limita alla semplice udienza delle parole, ma bensì a quell’intelligenza che si nutre di ascolto e comprensione. Per Romano la vita era un dialogo, non quello che cercava il consenso, ma quello in cui le differenti e contrastanti idee, andavano a confrontarsi, creando connessioni che arricchivano la persona.  Ha vissuto come un bambino dallo sguardo curioso, sempre pronto a scoprire qualcosa di nuovo e con lo spirito di stare al passo con i tempi, come l’adattarsi alle nove tecnologie. Era un uomo saggio capace di lasciare dietro se una scia di sapienza ed intelligenza, specialmente nei suoi ragionamenti. Sportivo appassionato dove il cuore pulsava forte per la sua Juventus esultando ad ogni vittoria, mentre il dibattito si infuocava discutendo con l’accuratezza di un vero tecnico sul gioco ad ogni sconfitta.

“Il nonno è riuscito a creare una famiglia – ricorda Margherita, nipote e danzatrice professionista, che ha fatto parte del gruppo ballerine nel festival di San Remo 2022 – che ampliata nel tempo, ha sempre mantenuto al centro quei valori di amore e di rispetto. Noi siamo cresciuti con il suo esempio di chi sa mettere al primo posto il benessere di chi ama senza mai dimenticare l’importanza di un sorriso, un abbraccio ed una parola gentile. Ci ha lasciato in eredità tanti preziosi insegnamenti. Amava ripetere che volere è potere e solo lui sa quanto a me quelle due parole sono servite nella vita di studentessa e di ballerina. Ci ha insegnato che l’apprendimento non ha età, bisogna vivere con passione senza paura e che la curiosità è la fiamma che brucia interrottamente, illuminando il cammino verso un mondo nuovo da esplorare. Ci diceva sempre  che bisogna affrontare ogni situazione con un po’ di ironia ed avere sempre chiaro in mente, che la ricerca del sapere, è la vera essenza della vita. Ci manchi nonno Romano, – termina Margherita – manchi tanto a tutti. Persone come te resteranno immortali, perché nella vita terrena hanno fatto tanto, ma tanto rumore e riempito ogni spazio con la loro straordinaria personalità. Io nonno, sono orgogliosa di aver avuto un nonno così… così complesso da non poter riuscire a descrivere solo con le parole”.

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