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Nell’entroterra pesarese continua a tenere banco uno dei temi più sentiti da parte della comunità, ovvero la sanità. Il dibattito pubblico e politico si è fatto sempre più acceso nel corso degli anni, in particolare per i territori limitrofi al Comune di Cagli che vedrà presto l’apertura del tanto atteso Ospedale di Comunità. Tuttavia, il recente sopralluogo al nuovo presidio sanitario non ha sciolto i dubbi che aleggiano sulla struttura e Lucio Alessandroni, segretario del circolo PD di Acqualagna, ha espresso tutte le sue perplessità in una nota ufficiale.

«Il circo delle inaugurazioni colpisce ancora. Stanze allestite a tempo di record, mobili posizionati per le foto di rito, sopralluoghi istituzionali con il sorriso d’ordinanza. Tutto pronto, almeno in apparenza, per l’Ospedale di Comunità di Cagli. Peccato che dietro la scenografia la sostanza sia un’altra. Siamo di fronte all’ennesima inaugurazione-spot», commenta il segretario del PD di Acqualagna, Lucio Alessandroni. «Si allestisce una stanza a favore di telecamera, si scattano le foto di rito, e il giorno dopo la scenografia viene smontata. Ma la realtà della sanità nel nostro entroterra resta ben diversa da quella raccontata nei comunicati trionfalistici».

Alessandroni non usa mezzi termini: «Riempire una stanza di mobili per un comunicato stampa non equivale ad avere una struttura davvero operativa al servizio dei cittadini. I cittadini dell’entroterra meritano servizi sanitari veri, non scenografie da smantellare il giorno dopo il taglio del nastro».

Dietro l’arredamento da fotografia, però, restano questioni che un divano nuovo non risolve. «Se in questi locali si portano già i pazienti a fare i prelievi, una domanda semplice va fatta: come vengono smaltiti i rifiuti sanitari a rischio infettivo? Quali protocolli di pulizia e disinfezione sono davvero attivi nei locali e nei bagni già in uso, o anche quelli sono allestiti solo per il giorno del sopralluogo? E il trasporto dei campioni biologici verso i laboratori, è garantito o anche quello è work in progress?», incalza Alessandroni.

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«E poi c’è la domanda più scomoda di tutte: se un paziente si sente male in un reparto che non ha ancora superato il collaudo definitivo, chi se ne assume la responsabilità? Gli operatori sanitari non sono comparse, e non possiamo permetterci che lo diventino».«E a chi giova tutto questo? Baldelli corre a tagliare nastri e a farsi fotografare davanti a stanze vuote, mentre il governo Meloni gli confeziona su misura una norma che permette di aprire strutture sanitarie senza i collaudi reali, rimandati anche di 12 mesi. Una legge ad hoc per chi ha più bisogno di propaganda che di sostanza — lo stesso Fratelli d’Italia che nel 2021 si astenne sul PNRR in Parlamento, salvo oggi intestarsi ogni inaugurazione finanziata con quei fondi», attacca Alessandroni.

«E nel frattempo, a distanza di mesi, ancora non è chiaro cosa ci andrà davvero dentro a questa struttura e come verranno spesi i fondi stanziati. Quasi 15 milioni di euro – di cui circa 8,2 dal PNRR e i restanti 6,6 tra fondi regionali e statali – per allestire, di fatto, un punto prelievi: i cittadini dell’entroterra meritano di sapere come verranno usati».«Chiediamo trasparenza», conclude il segretario dem. «Basta inaugurazioni di facciata: la sanità di Cagli e del territorio ha bisogno di fatti concreti, non di set fotografici».

Partito Democratico - Circolo di Acqualagna
Il Segretario, Lucio Alessandroni

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