L’opposizione unita: “Scongiurato il tentativo autoritario del Sindaco Serfilippi di silenziare il dibattito. Fano è e resterà una città democratica e antifascista”
Un vero e proprio strappo istituzionale si è consumato ieri sera nell’aula del Consiglio Comunale di Fano. Al centro dello scontro, la mozione presentata compattamente da tutta l’opposizione di centro-sinistra per bloccare la proposta del Sindaco Luca Serfilippi di intitolare una via o una piazza a Giorgio Almirante. “Di fronte al documento delle opposizioni, il Primo Cittadino è uscito dal consueto torpore politico-istituzionale che ne caratterizza la postura in aula, lanciandosi in un tentativo autoritario quanto maldestro di impedirne la discussione” afferma la Segretaria del PD Sara Cucchiarini “facendo un uso palesemente strumentale dei regolamenti comunali, il Sindaco ha provato a invocare una questione pregiudiziale del tutto infondata e priva di motivazioni concrete, con l’unico obiettivo di rimettere al voto della maggioranza il ritiro del testo e quindi censurare il dibattito democratico. Non decide la destra bensì la costituzione, la legge e i regolamenti, quando e come la sinistra possa presentare e discutere i propri atti ispettivi perchè questo tentativo palesemente antidemocratico è sembrato solo l’anticipo all’intitolazione di una piazza della nostra città ad un fascista” prosegue Cucchiarini “Solo dopo la nostra lunga, articolata e accesa battaglia argomentativa – supportata dall’imbarazzo degli addetti ai lavori e dallo sgomento del pubblico presente – il tentativo di bavaglio è fallito, e siamo riusciti a far riprendere la regolare prosecuzione del dibattito.”
Davanti alla proposta del Sindaco Luca Serfilippi di intitolare una via o una piazza a Giorgio Almirante, la reazione della città è stata immediata, vedendo la mobilitazione unitaria e compatta di società civile, associazioni e forze politiche. La nascita del comitato cittadino “Perché Fano resti democratica” rappresenta un sussulto di dignità e responsabilità collettiva per dire un “no” fermo e trasversale a qualunque operazione di revisionismo o sdoganamento nostalgico.
“Questa mozione difende il rispetto delle istituzioni democratiche e la memoria della nostra comunità. La toponomastica non è una mera scelta amministrativa, ma il manifesto dei valori condivisi di una città. Per questo, la proposta della maggioranza ferisce profondamente la storia di Fano, una città democratica radicata nell’antifascismo e nella Resistenza, che ha pagato un prezzo altissimo sotto l’occupazione nazi-fascista.”
Nel corso della seduta, l’opposizione ha richiamato con forza la verità storica documentata sulla figura di Giorgio Almirante. Sulla scorta dell’approfondimento dell’Istituto di Storia Contemporanea della Provincia di Pesaro e Urbino (ISCOP), i consiglieri hanno respinto fermamente il tentativo di revisionismo storico messo in atto dalla destra fanese. Si tratta di un richiamo alla trasparenza storiografica che assume particolare urgenza oggi, proprio mentre la seconda carica dello Stato, Ignazio La Russa, minaccia di querela la storica Michela Ponzani per aver ricordato i fatti del 1973 e le relative responsabilità politiche documentate dalle prefetture dell’epoca.
Si sono ripercorsi i passaggi centrali della biografia del leader missino: il ruolo di caporedattore del fanatico e antisemita Il Tevere e di segretario di redazione della famigerata rivista La Difesa della Razza; l’adesione alla RSI come capogabinetto del Minculpop, ruolo in cui firmò il bando che intimava la fucilazione alla schiena per renitenti e partigiani (la cui autenticità fu accertata in tribunale dopo una sua querela infondata); fino alla fuga da Milano il 25 aprile travestito da partigiano. Anche nella storia repubblicana la Questura di Roma lo definì un “elemento pericoloso” per le istituzioni democratiche. È stata ricordata la pericolosa ambiguità della “politica del doppio petto”, volta a tollerare o favorire lo squadrismo e l’eversione nera di Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale, dall’assalto con le spranghe alla Sapienza nel 1968 fino al finanziamento e al favoreggiamento della latitanza del terrorista Carlo Cicuttini per la strage di Peteano. Fatti coerenti con le sue stesse dichiarazioni televisive: “Sono fascista […] la parola fascista ce l’ho scritta in fronte” e “democratico è un aggettivo che non mi convince”.
“Come possiamo noi, rappresentanti dei cittadini di Fano, accettare che lo spazio pubblico celebri chi ha avversato la democrazia per tutta la vita? Come possiamo tollerare un simile insulto, proprio noi che abbiamo conferito la cittadinanza onoraria a una superstite dell’Olocausto come la Senatrice Liliana Segre?” incalza Cucchiarini “Intitolare una via ad Almirante significherebbe offendere i nostri martiri della Resistenza che celebriamo con piena partecipazione il 25 aprile e il 27 agosto e tradire il giuramento alla Costituzione”.
Conclude Cucchiarini: “Difronte a tutto ciò, come muri di gomma senza parola, i Consiglieri di destra hanno bocciato la mozione aprendo di fatto alla possibilità di intitolazioni ai fascisti nella nostra città. Una desolante quanto preoccupante pagina di politica che non finisce qui, la città non abbassa la guardia e nemmeno noi: Fano è una città democratica”.
























