L’emergenza coronavirus ha creato non pochi problemi a tutto il tessuto economico della penisola. Se all’inizio si parlava di una vera e propria emergenza sanitaria, ora si vanno sempre più a delineare tutta la serie di problemi socio-economici figli di mesi di lockdown.
Tra questi, non vi è dubbio alcuno che molte aziende e molti settori sono stati colpiti pesantemente. Come riportano i dati nazionali, uno di questi è sicuramente tutto ciò che orbita attorno all’agricoltura. E in zone come queste, dove la terra regala un prezioso tubero capace di smuovere l’economia attirando sia visitatori da tutto il mondo che ghiotti privati ad acquistarlo, alcune realtà hanno riscontrato non pochi problemi. Per chi non l’avesse ancora capito, stiamo parlando del tartufo, ormai sempre più un perno di molti paesi dell’entroterra pesarese.
E tra tutti i comuni della provincia, il tubero pregiato è diventato sempre più importante per Acqualagna, paese sempre più simbolo nazionale e mondiale legato a tutto ciò che orbita attorno ad esso. Con la chiusura forzata di numerose attività commerciali è venuta meno la domanda di tartufo creando un crollo di vendite e di richieste che hanno dato non pochi problemi a tutti gli addetti ai lavori. Una filiera che non si limita solo alle grandi aziende ma anche e soprattutto a cavatori e trasformatori. L’augurio è che con la riapertura di numerose attività commerciali chiuse in questi mesi si ritorni ad un progressivo miglioramento e ad un ritorno ad una normalità pre-Covid 19.






















