La Palazzina di PIancerreto
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La Palazzina di Piancerreto

FOSSOMBRONE L’auspicio è che gli incassi derivati da eventuali vendite di immobili di proprietà riconducibili alla diocesi, vengano reinvestiti per il recupero di beni ecclesiali artistici o architettonici di Fossombrone. Si legge in una nota dell’Osservatorio Cittadino che «quando piove l’acqua penetra dal tetto della cattedrale di Fossombrone specie nella cappella del Rosario, costruita dove sorgeva fino al 1772 quella del SS.mo Sacramento. Ci sono tanti quadri da restaurare per il futuro museo diocesano ed i preventivi sono già pronti. Le numerose epigrafi di palazzo Passionei, comprato nel 1824 dal Seminario, già studiate e pronto il testo del catalogo, aspettano di essere allestite nel museo epigrafico che potrebbe avere anche una sua lettura didattica, unica in tutte le Marche. Il salone quattrocentesco che ha la facciata sul Corso da oltre venti anni ha la volta sostenuta da tubi Innocenti». Quanto agli introiti, di fatto certi, l’attenzione è puntata alla Palazzina di Piancerreto, appartenuta alla nobile famiglia Sabatelli di Fossombrone, estintasi nel 1689 con Innocenzo. Si vede dalla superstrada sulla destra in direzione Urbino dopo l’accesso Fossombrone ovest. Nel libro di Renzo Savelli si legge che «anch’essa all’origine era una casa-torre-colombaia alla quale furono aggiunti altri corpi di fabbrica tanto da quadruplicarne i volumi. Nel lato verso Fossombrone si vedono tuttora due spaziose finestre in arenaria che nel fregio riportano al centro lo stemma nobiliare e ai due lati il cognome della famiglia DE SABA -TELLIS. Il tutto si trova all’interno della Palazzina ripetuto nei due bei portali e nel camino. L’edificio, costruito tutto in pietra rosa e bianca delle Cesane, aveva all’interno una grande sala con camino e due camere. Per renderlo ancor più gradevole fu aggiunto in seguito un porticato con tre archi realizzato in mattoni con le colonne su basi ed eleganti capitelli in arenaria. L’edificio già esisteva alla fine del ‘500. Un secolo più tardi Innocenzo Sabatelli lasciò infatti per testamento questa palazzina assieme con la casa colonica e con il relativo podere alla Compagnia della Grotta ovvero del SS.mo Sacramento, che in quel periodo si riuniva in un oratorio, detto la Grotta, posto sotto la splendida cappella del SS.mo Sacramento, allocata nella vecchia cattedrale». Nella seconda metà dell’Ottocento, venuta meno la casa colonica, «la Palazzina di Piancerreto fu trasformata in casa da contadino. La loggia fu tamponata per recuperare delle stanze e la vasta sala, alta m. 4,60 abbellita da 16 lunette, venne abbassata per ottenere nuovi spazi agibili per allevarvi il baco da seta, per usarlo come magazzino et similia».  Lo spunto per approfondire le conoscenze su questo pregevole edificio è offerto dalle voci che corrono ripetutamente da qualche tempo in merito alla sua vendita da parte dei proprietari attuali, che non sono dei privati, ma di uno dei bracci operativi della Chiesa, attivo nella diocesi. In sostanza «i soldi di tale vendita restino a Fossombrone dove non mancano le occasioni per utilizzarli».

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