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Ruggeri: “I quesiti usati da nove Regioni per attuare l’agenda del centrodestra nazionale”

“Il clamoroso flop del referendum sulla giustizia boccia in modo inequivocabile la politica che vuole perseguire i suoi obiettivi senza un reale coinvolgimento popolare”. Marta Ruggeri, la capogruppo dei 5 Stelle in consiglio regionale, commenta il risultato della consultazione diretta, rimasto ben al di sotto del quorum richiesto. “I marchigiani e il resto degli italiani – sottolinea Ruggeri – sono stati chiamati a pronunciarsi sul referendum presentato da nove consigli regionali, tutti a maggioranza di centrodestra, prestatisi ad attuare l’agenda politica della coalizione nazionale attraverso lo strumento referendario. Purtroppo non sono stati invece ammessi proprio i quesiti su cannabis e fine vita che al contrario erano sostenuti da una chiara e forte volontà popolare. Tanto interesse intorno ai banchetti, tanta partecipazione, tanti giovani coinvolti e tante firme raccolte, ben più di quante ne fossero richieste, ma i quesiti non sono stati ammessi”. L’eclatante e annunciata sconfitta subita dai sostenitori del referendum sulla giustizia apre il campo ad alcune considerazioni ulteriori. “Spiace constatare – conclude Ruggeri – la sostanziale quiescenza di altre forze politiche, in tutta evidenza perché preferiscono stare con i piedi in due staffe, quando si tratta di un tema tanto delicato, quanto nevralgico per una democrazia, qual è la giustizia. L’esito del voto dà poi un senso oggettivo di quanto siano ormai lontani, a una distanza siderale, la società civile e i Palazzi della politica. E a proposito dei quesiti non ammessi, la dolorosa vicenda di Fabio mi spinge a rinnovare l’appello a favore di una legge nazionale, compiuta ed equilibrata, sul tema del fine vita”.

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