Yezael il Brand marchigiano, torna sul palco dell’Ariston per vestire diversi artisti che hanno animato quest’ultima edizione del Festival di Sanremo
LA SAD
Angelo Cruciani ha curato per due serate i look e contribuito alle performance del gruppo New Punk che presentava la canzone AUTODISTRUTTIVO: la prima serata un omaggio al movimento ribelle e anticonformista nato negli anni 70 a Londra, un omaggio a Vivienne Westwood e a tutte le ragazze ribelli. Spille da balia, reggiseni delle Fans, catene, manette, kilt, capi bruciati e tanti altri dettagli in una fusione caleidoscopica per concentrare in 3 look i messaggi più ironici e provocatori di uno storico stile che desidera ritrovare uno spazio nella società contemporanea.
I look sono stati un mix di capi Vintage di Vivienne Westwood e di pezzi costum made Yezael tutti orchestrati da Angelo Cruciani.
LA SAD+ RETTORE
La seconda serata invece sul palco una vera e propria performance riguardante la Salute mentale, emotiva e inconscia: i ragazzi si presentano sul palco con camici da dottore per poi rivelare tutta la fragilità dell’esistenza che spesso viene socialmente non accettata e nascosta. In un linguaggio artistico i corpi sono avvolti nello scotch con la scritta FRAGILE: un elemento che combina consumismo e attaccamento alle nostre abitudini. Sulla base della canzone LAMETTE il significato del “ prendersi cura” assume molti significati, soprattutto uno rivolto ai giovani della generazione Z: essere Fragili non è una vergogna. Donatella Rettore sempre in Yezael invece aveva una giacca ricoperta di cuori ali e teschi , simbolo dell’ incontro tra paura e amore il bivio che governa le nostre scelte
GEMELLI DIVERSI
Un sobrio Total look in nero per i cantanti che con la loro “ Mary” tornano sul palco con una delle prime canzoni di denuncia verso le violenze domestiche.
Angelo Cruciani spiega: “volevo tornare a Sanremo per dare visibilità a tutti coloro che usualmente vengono giudicati per il loro aspetto, la società spesso sottovaluta i contenuti e le esigenze di giovani che non si sentono rappresentati dalla collettività. È stato un Sanremo ribelle da parte di tanti artisti, il consumismo ci schiaccia sempre di più e la libertà di espressione rischia di essere lapidata”.






















