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FOSSOMBRONE Il centro farmaceutico di Fossombrone funzione a pieno regime e non ha subito alcuna modifica compresa l’urgenza sempre garantita; lavori completati per i nuovi nove posti dell’hospice; è operativo il cantiere per modificare un’ala dell’ospedale destinata a diventare la sede della Casa della salute con al suo interno il Punto salute; presenza di venti ambulatori specialistici; implementazione del laboratorio analisi e della radiologia nei tempi debiti come previsto dal Piano sanitario regionale; Acap, ambulatorio di continuità assistenziale primaria (ex Ppi) in grado di garantire il servizio H24 così come il 118 sebbene costretto, ma il discorso vale su scala nazionale, a fare i conti con la carenza dei medici che non riesce talvolta a garantire la copertura territoriale. Questi i punti salienti toccati dal direttore generale dell’Ast di Pesaro e Urbino Alberto Carelli che si è portato in visita all’ospedale di comunità di Fossombrone per fare il punto della situazione confermando il ruolo essenziale della struttura sanitaria in termini territoriali impegnandosi al tempo stesso di essere sempre a disposizione per tutte le esigenze che dovessero emergere. «Piuttosto che raccogliere voci non verificate per poi diffonderle creando disorientamento nella gente – ha sottolineato – preferisco avere un confronto diretto con chiunque abbia osservazioni da fare o suggerimenti da dare. Sono qui stamattina anche per questo ed ho chiamato, oltre al personale che opera nella struttura, che ho ringraziato per la loro professionalità e accoglienza, anche il sindaco Massimo Berloni e il vicesindaco Michele Chiarabilli in modo da avere un quadro generale della realtà sanitaria del comprensorio, all’interno del quale il ruolo dell’ospedale di comunità di Fossombrone è chiamato ad essere un punto di riferimento».  Nel confronto con il personale sono emersi dati in incremento per quanto riguarda sia i ricoveri nei posti di cure intermedie, sia per le prestazioni che vengono erogate presso lo stesso Acap. Sindaco e vicesindaco si sono detti soddisfatti dell’incontro sottolineando che occorre una nuova cultura nell’approcciarsi con la sanità del nostro tempo che ha subito un’inevitabile evoluzione. Una mattinata interessante che tra le altre cose ha confermato quanto anticipato a febbraio dagli assessori regionali Saltamartini e Baldelli in occasione della presentazione della nuova organizzazione dell’ospedale di comunità.

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